Io Coltivo, Associazione Luca Coscioni e Meglio Legale diffidano il Senato per violazione del Regolamento sulle leggi di iniziativa popolare

Io Coltivo diffida Senato

Il 17 febbraio, inviata diffida formale per il ddl IoColtivo: 54 mila firme ignorate da oltre un anno. Pronto il ricorso alla Corte costituzionale

Antonella Soldo per l’associazione Meglio Legale e Marco Perduca per l’Associazione Luca Coscioni hanno inviato ieri una diffida formale alla Presidenza del Senato e alla Conferenza dei Capigruppo per il mancato rispetto dell’articolo 74 del Regolamento di Palazzo Madama sul trattamento delle leggi di iniziativa popolare.

La diffida riguarda il disegno di legge S. 1317 “IoColtivo”, sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis per uso personale e in forma associata, depositato il 5 giugno 2024 con oltre 54 mila firme validate. Il provvedimento è stato assegnato alle Commissioni competenti il 23 dicembre 2024, ma da allora non è mai stato calendarizzato, nonostante il Regolamento imponga l’avvio dell’esame entro un mese e la conclusione dell’iter entro tre.

“È una violazione grave delle regole democratiche – dichiarano Antonella Soldo, presidente di Meglio Legale, e Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni –. Da oltre 13 mesi il Senato ignora una proposta sostenuta da decine di migliaia di cittadine e cittadini e da più di 70 organizzazioni della società civile. Non si tratta solo di cannabis, siamo di fronte a un precedente pericoloso che svuota di significato l’iniziativa legislativa popolare prevista dalla Costituzione”.

“Nel corso del 2025”, spiegano i promotori, “sono state inviate ripetute richieste di chiarimento alle Commissioni Giustizia e Sanità senza ricevere risposta., il 20 novembre scorso è stata organizzata anche una conferenza stampa in Senato per denunciare il blocco procedurale e chiedere pubbliche spiegazioni”.

Con la diffida, si intima ora l’adempimento entro 15 giorni. In caso contrario, l’associazione annuncia il ricorso per conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale e una richiesta di risarcimento danni pari a 60 mila euro, a copertura dei costi sostenuti per la raccolta firme online.

“Le istituzioni non possono scegliere quali regole rispettare – concludono Soldo e Perduca –. Chiediamo che il Parlamento rispetti gli obblighi previsti dai suoi regolamenti e discuta una proposta di legge che ha già superato tutti i controlli formali e che, tra le altre cose, interessa milioni di persone”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.