QUI il caso di “Libera” punto per punto
“Libera” commenta: “Sperano che rinunci al mio diritto o che il tempo renda inutile ogni decisione”
Domani, 18 febbraio 2026, scadono i 90 giorni fissati dal tribunale di Firenze affinché il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) fornisca a “Libera”, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla, il dispositivo necessario per consentire, tramite comando oculare, l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita, come stabilito dall’ordinanza del 19 novembre 2025.
A oggi ancora nulla è stato comunicato a “Libera“, anzi il CNR ha richiesto una proroga tecnica di altri 15 giorni, motivata con la necessità di ulteriori controlli e verifiche di sicurezza, rinviando così il test conclusivo a casa di “Libera”, inizialmente previsto per lunedì 16 alle ore 11. Il giudice in data odierna ha autorizzato la proroga richiesta di 15 giorni per la consegna del dispositivo e delle istruzioni tecniche alla ASL, previo collaudo. La nuova scadenza, quindi, per la fornitura del dispositivo è prevista per il 5 marzo.
“Libera” ha dichiarato:
Domani scade il termine fissato dal tribunale per la consegna della strumentazione necessaria a porre fine alla mia sofferenza. Attendevo lunedì 16 alle ore 11 il test finale a casa mia, insieme al medico, agli ingegneri del CNR e ai rappresentanti della ASL, ma il CNR, che fino a ieri comunicava di essere pronto con il macchinario prima di Natale, ha nuovamente rinviato, chiedendo altri 15 giorni per presunte questioni tecniche.
Penso che per risolverle sia indispensabile procedere con il test di prova su di me, come previsto dall’ordinanza. Ogni ulteriore rinvio alimenta il timore che le ragioni non siano solo tecniche, ma di natura politica, nella speranza che io rinunci al mio diritto o che il tempo renda inutile ogni decisione.
Il tempo che passa aggrava le mie sofferenze e rende ogni giorno di attesa ancora più difficile da sopportare. Ribadisco con chiarezza che sono determinata a esercitare il diritto che mi è stato riconosciuto.
Chiedo pertanto che il macchinario venga messo a mia disposizione senza ulteriori ritardi, in conformità con quanto disposto dall’ordine del giudice. La mia condizione è ormai nota e non ritengo necessario ripeterla. Chiedo semplicemente che non vengano aggiunti altri ostacoli o rinvii e che si proceda senza altre dilazioni.
Filomena Gallo, coordinatrice del collegio di difesa di “Libera” e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, ha dichiarato: “Quando un diritto viene riconosciuto dall’autorità giudiziaria, deve trovare attuazione concreta, piena ed effettiva, soprattutto quando coinvolge profili di autodeterminazione della persona: il fattore tempo costituisce parte integrante della tutela stessa e non può essere sacrificato. È ora indispensabile assicurare la piena e tempestiva esecuzione del provvedimento, nel rispetto delle determinazioni dell’autorità giudiziaria e dei diritti della persona interessata“.
Marco Cappato, Tesoriere della Associazione Luca Coscioni, ha dichiarato: “La richiesta di rinvio di 15 giorni da parte del CNR equivale a imporre 15 giorni in più di tortura a Libera. Come lei dice, sperano che rinunci a un suo diritto o che muoia prima. Ci prepariamo a rispondere con azioni nonviolente a nuovi ulteriori ingiustificabili rinvii”.
L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.