Una Europa più forte di fronte alle crisi: sanitaria, sociale, economica, climatica e democratica. Più unita e pronta ad ascoltare i suoi cittadini. Nel giorno della sua festa l’abbiamo festeggiata così, con un dibattito aperto online e le nostre proposte concrete, dalla petizione al Parlamento Europeo Eu Can Do It alla iniziativa dei Cittadini Europei StopGlobalwarming.eu. Perché ora più che mai c’è bisogno di risposte che superino i confini nazionali.
Il consueto appuntamento del sabato mattina organizzato, dall’Associazione Luca Coscioni per promuovere la conoscenza sui temi centrali della vita politica, sociale e democratica di queste settimane- è diventato europeo, con ospiti e proposte precise per l’immediato e per il futuro.
– Europa al bivio –
“Di fronte al nazionalismo cinese e russo, ma anche degli USA di Trump”, come ha sottolineato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore del movimento di cittadini europei Eumans, “è tempo che l’Europa prenda la leadership della cooperazione internazionale nella lotta al coronavirus e nella gestione delle tante crisi che si sommano”.
Il modo migliore per festeggiare l’Europa è, dunque, proprio quello di attuare iniziative concrete per rafforzare l’Unione Europea, rendendola più democratica al proprio interno e più efficace sul piano internazionale. E’ d’accordo il viceministro degli Esteri, Emanuela Del Re, che ha scelto di festeggiare con l’Associazione la Festa dell’Europa: “Mai come oggi si riflette sulla necessità di un multilateralismo efficace e anche l’Europa avverte la necessità di doversi confrontare su quello che sta accadendo. L’Unione Europea costituisce un esempio fulgido nella storia umana per il superamento di inimicizie e conflitti per arrivare a pace e prosperità. È il luogo del mondo più importante in cui diritti umani e libertà fondamentali sono tutelati”.
E in questo il ruolo della scienza è fondamentale, in quanto elemento di unione globale sui cui impostare un’azione collettiva. “Occorre investire sulla ricerca significa, mettere in campo soluzioni di lungo periodo e non intervenire solo in emergenza”, ha continuato la De Re, “La strategia è quella di creare meccanismi che possano avviare reti di solidarietà per rispondere a nuove criticità, riuscendo a offrire interventi tempestivi di prevenzione contenimento e contrasto”.
– Verso il green deal –
Quella che stiamo vivendo è anche una crisi ambientale e climatica senza precedenti. “L’Unione Europea deve essere in grado di ripartire nel verso giusto da un’economia pulita”, come ha sottolineato l’eurodeputata Eleonora Evi, “la crisi passa anche da un sostanziale indebolimento dell’architettura europea. Occorre quindi rimettere al centro e in gioco il ruolo delle Istituzioni europee e soprattutto rafforzare gli strumenti di partecipazione dei cittadini europei, consolidando allo stesso tempo la solidarietà tra gli Stati membri”.
Anche secondo Monica Frassoni, co-presidente del Partito Verde Europeo, è necessaria una convergenza delle diverse battaglie di risposta alle crisi (sanità, green economy e libertà) su priorità della riforma dell’Unione Europea. Altrettanto fondamentale sarebbe un’accelerazione sul Green Deal e la conversione ecologica della fiscalità: tassare di meno il lavoro, tassare di più le emissioni inquinanti, come propone l’iniziativa dei Cittadini Europei StopGlobalWarming.Eu. Un passo fondamentale per dare garanzie europee che la ripartenza economica tenga conto della sostenibilità ambientale, proprio per evitare di ritrovarci a pagare le conseguenze del cambiamento climatico dopo quelle della pandemia.
– Una scienza a prova di Europa –
Oggi più che mai c’è bisogno di scelte condivise, dunque, per superare questa crisi ed essere pronti a quelle che verranno. Ne è convinto anche Guido Rasi, Direttore esecutivo dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA): “Purtroppo il tallone d’Achille dell’UE è rappresentato dal non possedere significativi poteri in tema di ricerca, manca infatti un istituto centrale, un ente di coordinamento in grado di evitare la pericolosa frammentazione di dati e informazioni analizzate su campioni differenti e tra loro non comparabili, con conseguente produzione di tante diverse soluzioni politiche e investimenti dedicati al settore. Un caos che non consente di capitalizzare al meglio i risultati”.
Rasi ha poi spiegato come senza un coordinamento centrale l’EMA – nella ricerca di farmaci utili nella cura del virus, si stia trovando ad analizzare circa 50 mila studi clinici: se ci fosse un ente di controllo in grado di filtrarne 100, si potrebbero produrre risultati importanti e approfonditi, sapere cosa funziona, quando e in che fase della malattia e in 48 ore si sarebbe in grado di approvare una terapia o un eventuale vaccino. “Bisogna far capire agli Stati e alle istituzioni la differenza tra perdere sovranità e mettere in comune risorse. Raggiunto questo obiettivo potremmo ricavare un piccolo vantaggio dalla grande emergenza in corso”.
Su questo, la petizione Eu Can Do It, presentata con oltre 8000 cittadini, e sindaci italiani ed europei, ha individuato punti centrali di proposte effettive, che ora il Parlamento Europeo potrebbe essere in grado di affrontare: dalla promozione della collaborazione internazionale in tema di condivisione dati fino al raggiungimento di consenso sulle priorità di ricerca e i protocolli clinici e al rafforzamento della condivisione di piattaforme, in modo che le revisioni regolamentari possano avvenire rapidamente, sulla base di prove e bisogni medico-scientifici.
Tra i sindaci firmatari della petizione, Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, ospite dell’incontro, ha portato la sua testimonianza di primo cittadino sulle modalità della riorganizzazione a livello locale in settori chiave come lavoro, scuola e salute nel periodo della ripartenza post pandemia.
Un punto che ha fatto emergere non poche contraddizioni. Secondo Enrico Bucci, professore di Biologia alla Temple University di Philadelphia, infatti, in questa fase “ci sono tante misure scritte su carta, ma pochi strumenti concreti per metterle in atto. La capacità di tracciare il virus non è aumentata, così come quella amministrativa di controllare gli spostamenti delle persone sul territorio”. E’ come se si chiedesse ai cittadini di mettere in pratica dei comportamenti nuovi, senza averli prima dotati delle misure necessarie per farlo.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.