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Per consentire all’Europa di rispondere alle sfide globali: Covid-19, recessione economica e sociale e crisi climatica

Stiamo vivendo tempi straordinari e rischiosi. Abbiamo bisogno che l’UE assuma la leadership nel mettere in campo un piano d’azione per rispondere a breve e medio termine alle sfide globali cui facciamo fronte oggi. Nessuno Stato può fronteggiare le conseguenze del COVID-19 da solo.

Ci appelliamo al Parlamento europeo (PE) affinché implementi i meccanismi adatti per riprendere il suo lavoro il più rapidamente possibile e organizzi uno spazio per l’elaborazione, la proposta e la mobilitazione di tutti gli strumenti possibili. L’attuale sistema istituzionale dell’UE ha dimostrato le sue debolezze e la sua inadeguatezza. Insieme a misure a breve termine, è necessario rilanciare l’iniziativa di una riforma democratica dell’UE per renderla adatta agli obiettivi.

Il PE deve essere in prima fila per questa iniziativa, ed esortare l’UE a produrre una strategia per affrontare questo percorso, basata su 5 pilastri:

➡  Dare una risposta comune e sistemica dell’Unione europea alla crisi del COVID-19;

➡ Riformare il sistema sanitario e gli strumenti di protezione civile dell’UE per rispondere alle epidemie;

➡ Implementare tutte le misure di politica economica, finanziaria e monetaria per permettere all’UE di sbloccare le risorse e misure comuni per supportare tutti gli europei nelle conseguenze della pandemia, incluse le misure per la mutualizzazione dei debiti pubblici, le risorse proprie per il budget dell’UE, secondo una radicale conversione ecologica della tassazione europea (inclusa l’accelerazione del Green New Deal);

➡ Trasformare il primo stadio della Conferenza sul Futuro dell’Europa in un’assemblea pubblica e rimodellare i suoi obiettivi;

➡ Contribuire ad un meccanismo per prevenire e fronteggiare le epidemie e le pandemie.

Il primo pilastro si riferisce alle misure necessarie per fronteggiare l’emergenza COVID-19 a breve termine, che dovrebbero essere implementate immediatamente.


– 1. Misure d’emergenza e Stato di diritto –

L’UE dovrebbe rafforzare e supportare con le proprie risorse e i propri strumenti (inclusa la clausola di solidarietà ex art. 222) i servizi sanitari nazionali e gli strumenti di protezione civile.
Ciò significherebbe armonizzare i criteri per la misurazione e la classificazione dei casi e attivare pienamente il meccanismo UE di protezione civile per la fornitura degli strumenti medici e la loro distribuzione ai paesi e alle regioni che ne hanno maggiormente bisogno.
L’UE dovrebbe anche fornire linee guida per il rispetto delle garanzie fondamentali dello stato di diritto e le libertà civili nella situazione di politiche restrittive implementate dagli Stati Membri durante l’emergenza.

Altri pilastri fanno riferimento alle misure necessarie per permettere all’Unione europea di fronteggiare le sfide globali come la recessione economico-sociale, il cambiamento climatico, la prevenzione di future epidemie e pandemie. Alcune di queste proposte si occupano di modifiche costituzionali dell’Unione europea. Dove necessario, il PE dovrebbe attivare i suoi poteri per proporre modifiche dei trattati in vista della creazione di un processo costituente.


– 2. Competenze dell’Unione europea in tema di Protezione civile e Sanità –

Come proposto nel Trattato che istituisce l’Unione europea approvato dal PE nel 1984, il sistema sanitario e la protezione civile dovrebbero diventare competenze dell’UE, soggette alla procedura legislativa ordinaria. Piuttosto che meramente sostenere e coordinare l’azione degli Stati Membri in circostanze particolari, l’UE dovrebbe inquadrare una legislazione armonica in questi campi strategici, in particolare attraverso la creazione di un Corpo di Protezione Civile Europeo.


– 3. Strumenti finanziari e riforme costituzionali –

Il Parlamento europeo dovrebbe chiamare la Commissione europea ad implementare un intervento finanziario coordinato per fronteggiare l’attuale depressione economica e le sue conseguenze. Parte di queste risorse dovrebbero essere usate per assicurare la conversione ecologica della tassazione europea.

Per facilitare l’approvazione di queste misure, l’UE dovrebbe introdurre procedure legislative ordinarie per tutte le competenze UE, incluse le politiche fiscali, di bilancio, finanziarie e la politica estera, rimuovendo il voto all’unanimità.

Le seguenti proposte finanziarie dovrebbero essere proposte dal PE:

➡ far partire e aumentare il budget dello European Globalization Adjustment Fund per fornire aiuti finanziari ai lavoratori europei licenziati a causa dell’emergenza. Questo finanziamento dovrebbe essere indirizzato anche ai poveri e ai senzatetto, al fine di garantire il diritto alla dignità e all’alloggio;

➡ ritirare il Multiannual Financial Framework (MFF) del 2 maggio 2018 che dovrebbe partire il primo gennaio 2021 e proporre un nuovo MFF di cinque anni, che fornisca le risorse per trasformare lo European Stability Mechanism (ESM) in uno strumento per la crescita sostenibile e il finanziamento di investimenti europei;

➡ introdurre prestiti e mutui (EUROBOND o European Health Bonds) per finanziare il rafforzamento immediato dei sistemi sanitari nazionali ed europei per resistere alla pandemia, che minaccia le vite dei cittadini europei, oltre che la stabilità della crescita sostenibile economica e finanziaria dell’UE;

➡ spostare le questioni fiscali alla procedura legislativa ordinaria e fornire all’UE poteri fiscali per adottare nuove risorse proprie – come una border carbon tax (e dazi sulle emissioni) – per finanziare il budget dell’UE (o lo strumento di bilancio dell’area euro, se la decisione si potesse raggiungere solo a livello di eurozona);

➡ rivedere gli obiettivi per la riduzione delle emissioni dell’UE in modo da renderli coerenti con l’accordo di Parigi (tra il -55% e il -65% entro il 2030) e attrezzare l’UE per renderla climate neutral entro il 2050;

➡ accelerare il Green New Deal;


– 4. Un dibattito costituzionale per rilanciare le conferenze sul futuro dell’Europa –

Il contesto sociale e politico della Conferenza sul futuro dell’Europa, prevista per l’inizio di maggio 2020, è stato sconvolto dalla pandemia.

Il Parlamento europeo dovrebbe proporre un nuovo quadro, a partire dall’attuale crisi sanitaria e dall’economia.

La Conferenza sul futuro dell’Europa dovrebbe essere confermata ed evoluta nella sua prima fase in una conferenza pubblica online accessibile a tutti i cittadini europei, con una parte dei partecipanti alla conferenza selezionata a caso dall’intera popolazione dell’UE, al fine di ottenere un campione della società europea rappresentativo in termini di geografia, genere, età, contesto socioeconomico e/o livello di istruzione.

Gli obiettivi e gli argomenti principali discussi dall’assemblea dovrebbero essere:

➡ includere i cittadini europei nel dibattito sulle politiche pubbliche necessarie per affrontare la crisi e la ripresa post crisi;

➡ creare proposte per un nuovo Patto costituzionale tra i cittadini europei e gli Stati Membri, con l’obiettivo di rafforzare e democratizzare le istituzioni europee.


– 5. Contributo europeo alle misure globali –

 Il Parlamento europeo dovrebbe sollecitare l’Unione europea a contribuire a:

➡ aumentare gli aiuti finanziari ai paesi a basso e medio reddito per rafforzare e preparare i loro sistemi sanitari a nuove epidemie;

➡ ratificare gli strumenti internazionali (il Protocollo opzionale al Patto sui diritti economici, sociali e culturali) che consentono ricorsi individuali in caso di negazione del diritto alla scienza, e utilizzare il Commento Generale ONU per documentare puntualmente gli obblighi previsti dal diritto alla scienza e istituire uno special rapporteur in materia;

➡ assicurare l’accesso globale alle medicine essenziali stabilite dall’OMS;

➡ sollecitare la corretta comunicazione dell’attuazione dei diritti relativi alla salute e alla scienza in linea con il commento generale sulla scienza adottato nel marzo 2020 all’ONU e promuovere l’istituzione di uno special rapporteur sull’argomento per monitorare il godimento dei benefici della scienza;

➡ promuovere la collaborazione internazionale sulla condivisione dei dati e la produzione di dati con tutte le misure necessarie per assicurare la privacy individuale incluso il monitoraggio delle malattie, creando banche dati di casi che siano immediatamente e facilmente accessibili alle organizzazioni competenti e prevedendo regole che richiedano ai paesi di condividere gratuitamente le informazioni prodotte;

➡ raggiungere un consenso sulle priorità di ricerca e i protocolli clinici, in modo da permettere ai vaccini e ai candidati antivirali di attraversare rapidamente i processi decisionali programmati rafforzando il coordinamento e la condivisione di piattaforme in modo che le revisioni regolamentari possano avvenire rapidamente, sulla base di prove e bisogni medico-scientifici, permettendo ai fornitori di produrre dosi a basso costo su larga scala in modo semplice;

➡ rafforzare il coordinamento e la condivisione di liste con squadre formate localmente e internazionalmente che possono essere mobilizzare velocemente;

➡ garantire adeguati finanziamenti, in collaborazione con il settore privato, per consentire a strutture esistenti di poter essere rapidamente riorganizzate per la produzione di medicinali durante una pandemia, anche attraverso la creazione di fondi globali d’emergenza per finanziare l’approvvigionamento e la distribuzione di vaccini alle popolazioni che ne hanno bisogno ovunque esse siano.

Si tratta di questioni enormi che necessitano una mobilitazione globale, ma solo con una partecipazione diffusa riusciremo ad affrontare gli ostacoli politici, diplomatici, tecnici e di bilancio che ci aspettano e migliorare la qualità della vita di tutti e proteggere e promuovere i nostri diritti umani.