Fecondazione: chiedo la cancellazione della legge 40 senza attendere interventi della consulta che ha creato danni a tutti noi

Domenico Danza

Dichiarazione di Domenico Danza, Direttore sanitario Mediterraneo medicina della riproduzione, specialista in ostetricia e ginecologia,esperto di medicina della riproduzione, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni

Sono trascorsi 10 anni  e più da quando tutti noi, che lavoriamo affinché chi non riesce ad avere un figlio con l’ aiuto della medicina possa avere una chance in più, abbiamo evidenziato nelle audizioni per legge quanto il testo della legge 40 del 2004 non avesse fondamento scientifico. 

Dopo l’ entrata in vigore abbiamo lavorato cercando di mantenere alto il numero dei risultati a livello di nascite ma fino al 2009 e’ stato difficile. Quante volte a causa dei divieti della legge 40 ho dovuto dire no alle coppie che chiedevano solo di avere un figlio. Quante volte quel no mi ha portato in tribunale e un giudice ha ordinato che io applicassi ciò che la legge vietava e quella decisione ogni volta in automatico determinava controlli regionali e fiscali sul mio lavoro e su quelli che come me dovevano applicare la legge 40. Oggi la legge e’ diversa e potrà esserlo di più se la Corte cancellerà gli ultimi divieti. Consentendo al nostro Paese di tornare a livelli di civiltà che la classe politica ha dimenticato insieme a tante proposte di legge a modifica della legge chiuse in cassetto di cui è stata buttata la chiave. Oggi il mio appello va al Governo, affinché sia cancellata la legge 40 senza dover attendere gli interventi della Consulta, per rispettare i diritti di tutto quelli che vorrebbero avere un figlio e per risarcire chi a quel figlio ha dovuto rinunciare per 10 anni.

 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.