Volantini anti-aborto “espulsi” dal reparto

La Nuova Venezia
Mitia Chiarin

Opuscoli e volantini di movimenti contro la legge 194 non si vedranno più davanti all’ingresso del reparto di Ostetricia. La novità è arrivata ieri dopo un incontro all’Angelo tra la direzione della struttura sanitaria e i rappresentati delle associazioni veneziane interessate ai diritti civili che, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulla donna, avevano denunciato la situazione. Onofrio Lamanna, direttore sanitario, accompagnato da Claudio Beltrame, direttore servizi sociali e Giorgia Marcato, responsabile qualità si è confrontato con Sandra Salmasi (Consultorio Aied), Maria Teresa Menotto (Consulta delle Cittadine del Comune di Venezia), Franco Fois (Associazione Coscioni), Simonetta Luciani (Senonoraquando), Vittorio Pavon (Uaar Venezia). Le associazioni hanno rimarcato che l’esposizione di quel materiale non «avesse alcuna legittimità visto che la legge regionale 27/2012, che disciplina l’accesso e la divulgazione di materiale da parte delle associazioni, non dispone di regolamento attuativo». E hanno spiegato come quei materiali contro l’aborto comparsi all’ingresso del reparto dove le donne effettuano le visite prima di sottoporsi all’intervento di interruzione di gravidanza «rappresentano innegabilmente una pressione psicologica verso chi è già in uno stato di sofferenza e fragilità». La direzione dell’Angelo aveva già replicato negando la presenza del materiale e spiegando che l’attività dei volontari si svolgeva solo al piano terra dell’ospedale e che la privacy degli utenti, anche delle donne che vogliono abortire, è tutelata. «I nominativi di queste persone sono secretati per legge, e la Direzione dell’Ospedale vigila affinché nessuno violi il dovere alla riservatezza». Ieri, dopo il confronto si è deciso, dicono le associazioni, di non consentire più l’esposizione di volantini davanti al reparto. Nel confronto si è precisato che i volontari in reparto possono essere solo di «associazioni con le quali l’ospedale ha stipulato una convenzione, muniti di camice e targhetta di riconoscimento». Non possono entrare quanti collaborano con la cappellania dell’ospedale. Sulle manifestazioni che alcune associazioni svolgono davanti all’ospedale con la distribuzione di volantini «in cui si associa chi si avvale della legge 194 ad assassini», l’ospedale ha detto di aver segnalato la questione alle forze di polizia. Resta tutto da affrontare, invece, il problema di fondo. L’alto numero di medici obiettori, circa il 98 per cento all’ospedale dell’Angelo. E molte donne sono costrette ad “emigrare” a Venezia.