Procreazione assistita. Nasce la rete regionale

Corriere della sera Roma
Flavia Scicchitano

Donne e uomini, coppie più o meno giovani, e la gravidanza che non arriva mai. La possibilità di avere un bambino diventa reale al nuovo centro di procreazione medicalmente assistita del Policlinico Umberto I.

Il centro attivato per la prima volta nel 1983, dopo oltre trenta anni e un’importante opera di ristrutturazione, raddoppia l’assistenza: «Attualmente assistiamo circa 500 pazienti l’anno – ha spiegato il direttore del centro, Cesare Aragona – ma l’obiettivo, a fronte del potenziamento, è arrivare a 1000 casi trattati».

La struttura, inaugurata ieri dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, insieme al dg del Policlinico, Domenico Alessio, e al rettore dell’università La Sapienza, Eugenio Gaudio, conta di una sala operatoria con tecnologie all’avanguardia, sala preparazione e osservazione post trattamento, laboratorio di semi-nologia e di embriologia, locale per la crioconservazione del materiale biologico, ampia sala d’attesa e servizi igienici adeguati. In tutto 700 metri quadri, climatizzati con l’aria circolante ottimizzata per aderire ai requisiti richiesti dalle norme di sterilità, e rispondenti alla norme di sicurezza, tracciabilità e monitoraggio h24 di tutte le apparecchiature.

«Un momento di svolta», ha commentato Zingaretti, ricordando che a 11 anni dall’approvazione della legge sulla fecondazione assistita (2004) il Lazio «non aveva ancora una rete regionale: la rete ora è definita e stiamo aprendo i centri. Senza queste strutture rischiavamo un problema di classe anche nel diritto alla maternità, oggi il diritto diventa concreto grazie all’offerta pubblica. Ci impegniamo entro Natale a riaprire anche il centro del San Filippo Neri».

«Orgoglio e soddisfazione» ha espresso anche il dg Alessio: «Il Policlinico era abbandonato a se stesso ma sono stati messi a disposizione fondi consistenti per la ristrutturazione e le istituzioni hanno agevolato questo tipo di soluzione. Dopo la Conferenza dei servizi in tempi rapidi passeremo allespletamento delle gare d’appalto altrimenti il Policlinico non vedrà mai una ristrutturazione totale».

Tra gli obiettivi del nuovo Pma: migliorare i risultati clinici, diminuire i costi dei trattamenti, umanizzare il percorso, semplificare le terapie, e approfondire lo studio dell’invecchiamento dell’ovocita umano in condizioni di microgravità, grazie al finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana. In 33 anni di vita il centro ha accolto 45 mila coppie infertili, sono nati 7mila bambini, mentre l’età media delle donne è passata da 34 a 37 anni.

E al secondo piano di Ginecologia c’è già la prima coppia. Lui 45 anni, lei 42, da due anni in attesa di avere un bambino. «Abbiamo provato a rivolgerci a strutture private ma i costi erano davvero troppo alti, discriminanti – spiegano – L’apertura di questo nuovo centro all’interno di una struttura pubblica è una notizia bellissima. Non appena l’abbiamo saputo abbiamo avviato le pratiche e siamo venuti per un primo colloquio informale. L’impressione è stata buonissima, il medico ci ha messo subito a nostro agio, adesso speriamo di avere fortuna». 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.