Pillola del giorno dopo: 355 richieste

Gazzetta di Parma
Beppe Facchini

Trecentocinquantacinque richieste in provincia di Parma durante tutto il 2012. E nell’88 per cento dei casi si è trattato di donne di nazionalità italiana. Sono questi i dati registrati dall’Azienda Ausl riguardo l’utilizzo della cosiddetta pillola del giorno dopo, contraccettivo definito «d’emergenza» e venduto in farmacia solo dietro prescrizione medica, in seguito ad un rapporto sessuale non protetto o comunque col rischio di una gravidanza indesiderata. «Però bisogna innanzitutto precisare che questi dati si riferiscono solo all’utenza delle nostre strutture» ha sottolineato la dottoressa Paola Salvini, direttrice dello Spazio Giovani di via Melloni e responsabile del programma «Salute Donna» dell’Ausl. La pillola del giorno dopo, infatti, può essere prescritta anche dal medico di base o da un ginecologo privato, «quindi è praticamente impossibile calcolare il numero esatto delle richieste che sono effettuate in tutto il territorio parmense». Utilizzate per ritardare l’ovulazione, le pillole contraccettive in commercio -da non confondere con la Ru 486, somministrata solo in ospedale per l’interruzione medica di una gravidanza già in corso – sono di due tipi: Ulipristral, detta anche «pillola dei cinque giorni dopo», e Norlevo, da assumere entro 72 ore dal rapporto affinché non si annullino le percentuali di efficacia. Pur non conoscendo nel dettaglio i numeri dei due anticoncezionali, delle 355 donne che si sono rivolte ai consultori provinciali lo scorso anno per chiederne la ricetta medica, il 38% aveva meno di 21 anni («per legge possiamo prescriverla anche a minorenni senza metterne al corrente i genitori») e spesso si è trattato di giovanissime accompagnate dai fidanzati. Infatti, «sono rari i casi di rapporti sessuali occasionali» ha proseguito la responsabile dei consultori provinciali, la quale ha fornito un ulteriore dato rilevante: sempre nel 2012 «abbiamo registrato 1.666 richieste di contraccettivi ormonali, cioè quelle pillole che si assumono per anni durante il ciclo mestruale e che garantiscono un’efficacia del cento per cento. Il 24 per cento delle richieste è stato fatto da donne straniere». Gli effetti collaterali, in entrambi i casi, sono gli stessi dei farmaci più comuni. Pertanto, non sono da escludere nausea, giramenti di testa e vomito, anche se «non esistono particolari rischi clinici» , ha concluso la specialista. «Come qualunque medicinale, la pillola contraccettiva può far male solo se si utilizza in maniera non controllata. Il fatto che ci giungano molte richieste non credo sia un’emergenza, anzi, rappresenta un segno di maturità importante nei giovani d’oggi».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.