La Corte Europea dei Diritti Umani affonda ancora la Legge 40. La notizia verrà resa nota in via ufficiale soltanto oggi, ma pare ormai certo che la Corte Europea dei Diritti Umani abbia deciso di respingere il ricorso del governo italiano contro la sentenza con cui, lo scorso 28 agosto, la stessa Corte aveva dichiarato “incoerente” il sistema legislativo italiano in materia di diagnosi preimpianto degli embrioni. Per i giudici dica incoerenza nasceva dal conflitto di due nonne, per cui se da un lato la legge 40 non consente la diagnosi preimpianto, allo stesso tempo la Legge 194 autorizza l’accesso a un aborto cosiddetto “terapeutico” in caso il bambino sia affetto da una patologia. Il panel della Cedu composto da giudici Dean Spielmann, Josep Casadevall, Mark Mlliger, David Thór Bjbrgvinsson, Erik Mose si è espresso negativamente riguardo al rinvio del caso “Costa et Pavan contro Italia (? 54270/ 10)” davanti alla Grand Chambre. II ricorso del Governo italiano, depositato il 28 novembre scorso (quasi allo scadere dei termini per la presentazione), basava la domanda di riesame sulla necessità di «salvaguardare l’integrità e la validità del sistema giudiziario nazionale», non intervenendo invece «sul merito delle scelte normative adottate dal Parlamento né eventuali nuovi interventi legislativi». Soddisfazione degli avvocatl Filomena Gallo e Nicolò Paoletti, Segretario dell’associazione Luca Coscioni e difensore della coppia da cui era partito il ricorso, secondo cui «la legge 40 dovrà essere adeguata alla Carta europea dei diritti dell’Uomo, prevedendo l’accesso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita anche per le coppie fertili portatrici di patologie trasmissibili ai figli» e sottolineando come «il futuro Parlamento non potrà più ignorare i diritti di tante persone e cancellare la legge 40». Sulla stessa linea anche Ignazio Marino che parla di «legge da riscrivere», così come Antonio Palagiano che parla di «fine della Legge 40», mentre l’ex sottosegretario Eugenia Roccella fa appello al ministro della Salute Renato Balduzzi affinché emani le linee guida, già pronte da un anno, in cui «sono richiamati i criteri già presenti nella legge 40, in cui si afferma che ogni indagine clinica su ciascun embrione» deve essere «volta alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso». Paola Ricci Sindoni, vicepresidente vicario di Scienza & Vita, pone l’accento sulla deriva valoriale, evidenziando come «continuano a soffiare venti di relativismo, in un clima culturale, quello dell’Ue, che prosegue nel perpetuare modelli di tipo individualistico e libertario cui è necessario opporre una valida riproposizione di valori antropologicamente fondati».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.