La differenza tra bufalo e locomotiva

Il diritto alla salute – come, del resto, tutti gli altri diritti contemplati nella Convenzione ONU – è riconosciuto solo alle persone con disabilità, non agli embrioni, né ai feti, né ai nascituri e alle nasciture. Anche il diritto alla vita (garantito dall’articolo 10), invocato dal Comitato Sammarinese di Bioetica per demonizzare come discriminate l’aborto terapeutico, è qualificato dalla Carta come «connaturato alla persona umana». Ecco, appunto, «persona umana»: sarebbe molto interessante capire attraverso quali percorsi giuridici il Comitato ritenga che i diritti riconosciuti dalla Convenzione ONU alle persone con disabilità possano in qualche modo essere estesi anche agli embrioni, ai feti, ai nascituri e alle nasciture, visto che di tutto questo nella Convenzione stessa non vi è traccia. E quanto questo tipo di interpretazione sia arbitrario, lo dimostra in modo incontrovertibile il rifiuto dello Stato del Vaticano di ratificare la Carta. La Santa Sede, infatti, ha individuato la ragione del proprio rifiuto esattamente nell’implicita possibilità di far ricorso all’aborto contenuta nella Convenzione.

Insomma, tra la posizione assunta dal Comitato di Bioetica della Repubblica di San Marino in materia di interruzione volontaria di gravidanza, e quella effettivamente espressa nel testo della Convenzione ONU, «la differenza salta agli occhi». Come quella «tra Bufalo e locomotiva» nella bellissima canzone di Francesco De Gregori. E vista la distanza tra le due posizioni, sarebbe quanto meno opportuno che il Comitato Sammarinese di Bioetica si allineasse al dettato della Carta. Infatti, non si può affermare di voler concretizzare l’applicazione di un trattato internazionale e poi porsi in contrasto con esso.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.