Il Governo cancelli gli ultimi divieti della legge 40

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Filomena Gallo

Il 10 marzo 2004 entrava in vigore la legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita. Con essa si sono susseguite tante storie di vita ma anche di morte. E voglio raccontarvene due. La prima riguarda la vita: pochi giorni fa abbiamo dato la notizia dei primi nati da fecondazione eterologa, a seguito dell’intervento della Corte Costituzionale che lo scorso aprile ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa. La seconda di morte: “Il giorno 25 ottobre 2010, mi comunicano telefonicamente che la bambina che aspettavo era affetta da una grave malattia incompatibile con la vita. Decisi in accordo con mio marito di interrompere la gravidanza. Ci recammo lo stesso giorno dal ginecologo che mi seguiva, il quale però si rifiutò di farmi ricoverare perché obiettore di coscienza. Riesco, dopo vari tentativi, ad avere da una ginecologa di un ospedale romano il foglio di ricovero, dopo due giorni però, poiché soltanto lei non era obiettore. Il 27 ottobre entro in ospedale e inizio la terapia per indurre il parto. Dopo 15 ore di dolori lancinanti, vomito e svenimenti, partorisco dentro il bagno dell’ ospedale con il solo aiuto di mio marito. Nessuna donna al mondo dovrebbe provare quello che ho provato io”. Questa il racconto di Valentina e Fabrizio, una giovane coppia romana che desidera solo un figlio che possa vivere. La coppia è portatrice di patologia genetica trasmissibile molto grave: per evitare di trasmettere al nascituro la malattia necessita di una diagnosi pre-impianto.  La coppia si rivolge dunque ad una struttura pubblica autorizzata ad eseguire tecniche di fecondazione assistita, ma riceve il diniego all’accesso perché la legge 40 prevede l’accesso solo per le coppie infertili. La coppia si è rivolta quindi all’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, chiedendo aiuto per far rispettare il loro diritto a poter eseguire indagini cliniche diagnostiche al fine di non tramettere la patologia di cui la coppia è portatrice ai propri figli. Il 14 aprile la Corte Costituzionale si pronuncerà sul dubbio di legittimità costituzionale, sollevato dal Tribunale di Roma su questo divieto. Ci sono tanti Valentina e Fabrizio in Italia che purtroppo non riescono ad avere figli a causa di ciò. La legge 40 del 2004 dà allo Stato la possibilità di intromettersi pesantemente nella vita privata delle persone, nei loro letti, negando il loro pieno diritto di decidere se e quando avere figli. Questa norma attacca l’identità femminile e il rapporto fra uomo e donna. E mette a rischio la salute delle donne, vietando la diagnosi genetica preimpianto in questo caso  e costringendole poi a ricorrere all’aborto se necessario. Un paradosso davvero crudele, per il quale la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia! E se mostrassimo più intelligenza e buon senso, facendo risparmiare a tanti madri e padri il calvario di un aborto? O meglio, se il Parlamento non attendesse l’esito delle decisioni dei Tribunali e con piena responsabilità cancellasse gli ultimi divieti della legge 40? Il varo della Legge 40 fu possibile proprio grazie a un accordo trasversale in Parlamento che fece approvare una proposta di legge su cui furono rigettati tutti gli emendamenti migliorativi proposti. Oggi a quei banchi sembra sedere una maggioranza che con Matteo Renzi ha usato slogan come ‘Coraggio’ e ‘Cambiare’.

E’ giunto il momento di dare corpo a questi intenti, di dimostrare alle migliaia di coppie che in Parlamento e al Governo c’è la volontà politica di non restare a guardare ma di essere autori di una nuova stagione delle libertà  in cui nessuno possa sentirsi discriminato.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.