Fecondazione eterologa il 63% sceglie la Spagna

Unità
Nicola Luci

«Il 63% delle fecondazioni eterologhe che si effettuano in Spagna vede coinvolte nostre connazionali. Non si tratta di turismo ma di vera e propria emigrazione riproduttiva». È quanto spiegato dal direttore Istituto di Medicina e Biologia della Riproduzione Hera di Catania, Antonino Guglielmino, nel corso del Convegno della Società Italiana di Fertilità e sterilità e Medicina della Riproduzione (Sifes). Il «proibizionismo» di donazione dei gameti non impedisce, alle italiane, la fecondazione eterologa che attende di essere sdoganata come tanti altri divieti già caduti. «Vacanze» inventate ma sin troppo costose. «Il business che ne deriva è enorme, basti pensare che in Spagna vengono effettuati 52mila cicli ogni anno di cui llmila di ovodonazione, pratica in Italia vietata e ogni fecondazione eterologa costa circa 8000 curo» prosegue Guglielmino. L`altro aspetto della questione rappresenta la sorte di centinaia di migliaia di gameti femminili il cui utilizzo è stato limitato dall`entrata in vigore della legge 40 fino al 2009, anno della sentenza costituzionale che ne ha tolto il divieto di conservazione, fermo restando però l`impedimento a utilizzarli per la fecondazione eterologa. «Il saldo è impressionante – aggiunge Guglielmino – ben 772mi1a ovociti sono stati distrutti nel nostro Paese al prelievo e 77.900 sono quelli attualmente criocongelati, che con il via libera della Corte Costituzionale, l`8 aprile, potrebbero diventare nuovi embrioni da donare a coppie sterili». Anche per questo il nuovo governo è chiamato a scrivere «una nuova legge sulla fecondazione assistita a partire dalle proposte dei Radicali» dice Filomena Gallo, segretario dell`Associazione Luca Coscioni, a margine del convegno. «In dieci anni – ha sottolineato Gallo – i governi che si sono susseguiti hanno preferito non porre all`ordine del giorno la riforma della legge 40. Appartiene ad uno Stato di diritto e non etico l`emanazione di buone leggi per l`affermazione dei diritti di tutti i cittadini e la legge 40, ancora difesa dal governo,  contraddistingue il modo di legiferare di uno Stato purtroppo etico». Nella scorsa legislatura, ha sottolineato, «sono state depositate proposte dai parlamentari radicali per la modifica della legge 40. La proposta, elaborata dunque anche dall`Associazione Luca Coscioni con giuristi ed esperti, per la riforma della legge 40, sia presto in entrambi i rami del Parlamento e divenga legge». 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.