
Avrebbe maturato da tempo l’idea di togliersi la vita Oriella Cazzanello, la donna di 85 anni di Arzignano che ha scelto la morte assistita a Basilea affidandosi ad una società specializzata. Non avendo sue notizie, i familiari dell’anziana, di condizioni economiche molto agiate, ne avevano denunciato la sparizione, per poi vedersi recapitare un’urna con le ceneri spedita dalla Svizzera. Sulla vicenda la Procura ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di aiuto al suicidio.
La società Lifecircle di Basilea ha pubblicato nel suo sito una nota, diffusa ieri da Silvio Viale, medico e responsabile scientifico di Exit-Italia, di cui la signora era socia, per chiarire alcuni punti della vicenda. «La signora ha potuto realizzare a Basilea la sua volontà di morte volontaria assistita il 30 gennaio 2014 – si sottolinea – a seguito della domanda presentata alla Fondazione Eternal Spirit il 2 settembre 2013. La signora Cazzanello era inoltre socia dal gennaio 2013 dell’Associazione Exit Italia, presso la quale aveva anche sottoscritto un testamento biologico». Dunque, Oriella Cazzanello è stata in contatto per mesi con l’Associazione Lifecircle, «durante i quali è stata motivata a continuare a vivere, prima che il suo desiderio di morire fosse accolto da parte del Consiglio della Fondazione e di due medici svizzeri».
Nella valutazione sulla sua volontà di morire si è tenuto conto «della capacità di intendere e di volere, della durata e della persistenza della propria richiesta di morire, oltre alla verifica dei sintomi della malattia descritti dalla paziente». Lifecircle insiste su quest’ultimo punto, anche il relazione ai sospetti della famiglia, che si era rivolta alla Procura con un esposto.