L’ex ministro dell’Economia Varoufakis: “Il green washing dell’Unione Europa per giustificare politiche ingiustificabili”. Per Emma Bonino, la presidente “Von der Leyen è stata troppo vaga sullo sviluppo sostenibile”.
Si è conclusa nella tarda serata del 23 settembre “HEY EU, TAX CO2”, la prima maratona online di 12 ore contro il Riscaldamento Globale organizzata da Eumans!, a favore dell’iniziativa formale, con raccolta firme, Stop Global Warming, che fra le diverse azioni di sensibilizzazione sul tema attualmente in corso si distingue per essere una ICE (iniziativa di cittadini europei), e per legge dovrà essere discussa dalla Commissione Europea, appena verrà raggiunto il traguardo del milione di firme (c’è tempo fino al 20 gennaio 2021).
Stop Global Warming, promoss
Il ricavato andrebbe a beneficio dei lavoratori, con una riduzione delle tasse in busta paga. In questo modo l’Unione Europea potrebbe ricavare un tesoretto di 180 miliardi di euro all’anno per ridurre la pressione fiscale sui lavoratori europei.
➡ In sintesi le parole di Yanis Varoufakis
“Il riscaldamento globale è una crisi europea e abbiamo bisogno di una soluzione europea. Sono d’accordo con il principio della proposta Stop Global Warming, siamo insieme in questa sfida, e quindi a favore dell’istituzione di una tassa sulle emissioni di CO2. Il grande scontro adesso non è tra coloro che vogliono il carbon pricing e tra i “negazionisti” dei cambiamenti climatici. Il vero pericolo è che la Commissione e l’establishment stanno proponendo una soluzione neoliberale, che va nella direzione opposta di una tassa sulla CO2. Se è il mercato a decidere il prezzo giusto sulla CO2, è una catastrofe. Noi non vogliamo un prezzo di mercato, vogliamo una tassa democratica, decisa insieme, i cui ricavi vadano alle famiglie più povere”.
“Se chiudiamo un’azienda inquinante, per esempio, a Taranto e poi importiamo merce da Paesi altamente inquinanti come Vietnam o Bangladesh, abbiamo fallito. Facciamo solo finta di essere “green”, ma non lo siamo, perché consumiamo prodotti altamente inquinanti. E temo che l’Unione Europea non sia seria su questo. La cosa peggiore che l’Unione Europea sta facendo è prendere buone idee e applicarle in un modalità, che di fatto è green washing, non facendo nulla di concreto per l’ambiente, ma usando i concetti di ambiente ed ecologia solo per giustificare politiche ingiustificabili”.
“Ci troviamo davanti ad una combinazione di due scenari importanti: da un lato la più grande quantità di fondi mai avuti dall’Europa nella sua storia, tutti concentrati nel settore finanziario, e dall’altro il più basso livello di investimenti. Questa disparità sta causando uno scarsissimo investimento nelle tecnologie verdi e in settori “reali”, come il lavoro, la sanità e l’educazione pubblica. L’insoddisfazione per questa disparità sfocia in fenomeni di populismo e xenofobia”.
➡ In sintesi le parole di Emma Bonino
“Il discorso sullo stato dell’Unione tenuto da Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea, è rimasto, a mio avviso, piuttosto vago su alcuni punti fondamentali e uno di questo è lo sviluppo sostenibile. Rendere l’economia sostenibile ponendo un freno al degrado ambientale favorendo l’uso delle risorse naturali richiede anzitutto che tutti noi siamo responsabilizzati riguardo alle nostre decisioni di acquisto e consumo. Un prodotto fatto senza emissioni dannose per il clima e uno con emissioni notevoli non sono la stessa cosa: se non noi subito, qualcun altro o noi stessi più avanti pagheremmo cara la differenza. La lotta ai cambiamenti climatici passa anzitutto per un sistema di prezzi e di fiscalità che ci diano segnali corretti sui costi del nostro stile di vita”.
➡ Dichiarazione di Marco Cappato
Non solo l’ambiente, anche la democrazia è a rischio. Se falliamo l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2, alla fine la democrazia sarà percepita come uno strumento inefficace per fronteggiare le importanti sfide del nostro tempo. La strada per rendere l’Unione Europea più democratica è attivare il più possibile gli strumenti di democrazia partecipativa, come stiamo facendo con la raccolta delle firme sull’Iniziativa dei Cittadini europei Stop Global Warming per spostare le tasse dal lavoro alle emissioni”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.