Teramo intitola una strada a Marco Pannella

L’intervento del Segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, letto da Antonio (Tonino) Pascali della Cellula Coscioni Marcuzzo

Ringrazio per l’invito e mi scuso di non poter esser oggi a Teramo, ma motivi personali mi hanno trattenuto a Roma. Ringrazio in particolar modo il Sindaco Gianguido D’Alberto e tutta l’amministrazione comunale per aver deciso di intitolare un tratto di strada a Marco Pannella.

Forse ricorderete che l’espressione “tratto di strada” era un’espressione molto cara a Pannella. Quando gli veniva rinfacciato il suo ostinarsi a proclamarsi compagno e rivolgersi ad altre persone che non necessariamente erano “compagne” nel senso della politica tradizionale, Pannella rispondeva che si era, per l’appunto, compagni di strada. 

Si poteva essere con idee lontane su molto senza essere ideologicamente avversari a vita, là dove c’era comunione d’intenti, unione laica di forze, si poteva percorrere un tratto di strada insieme con chi condivideva obiettivi di riforme liberali.

Nel 2015 l’Università di Teramo, dove per 14 anni ho avuto l’onore di tenere dei corsi su legislazione ed etica nelle biotecnologie in campo umano, ha insignito Pannella di una laurea honoris causa in scienze della comunicazione. Oltre a esser stato europarlamentare, e deputato italiano Pannella è stato un militante politico che, anche se senza potere o incarichi, è riuscito a comunicare l’urgenza della necessità di cambiare leggi e politiche per avvicinare le leggi alle esigenze di maggiore libertà individuale che provenivano dalla società ma che erano escluse se non silenziate dal dibattito pubblico e politico. 

La sua potenza comunicativa – chi era all’Università sette anni fa ricorderà che anche se ormai con una salute cagionevole non finiva più di parlare! – andava oltre la “parola” e implicava il “dare corpo” a “idee forza”

Disobbedienze civili, scioperi della fame e delle sete, sin-in, walk-around, manifestazioni a tutte le ore del giorno e della notte e comizi o dirette radiofoniche infinite erano le sue armi nonviolente – armi che hanno concorso a far sì che l’Italia oggi sia meno bigotta e oscurantista e più consapevole e libera.

Pannella, che 40 anni fa per primo intuì la necessità di organizzare la politica a livello transnazionale, non dimenticò mai le sue origini, la sua città natale e il suo Abruzzo – che lui chiamava Abruzzi.

Le sue pre-occupazioni teramane andavano dall’ambiente alla cultura passando per le speculazioni edilizie. Il suo “canestro di parole” era pieno di invettive contro partitocrazia, consociativismo e corporativismo quanto di ricordi per muli e orsi delle sue terre. Questa strada e questa stele ricordano anche questo. 

Siamo reduci da un 2021 referendario in cui otto quesiti pienamente pannelliani sono stati offerti al sostegno della cittadinanza. Nella provincia di Teramo l’Associazione Luca Coscioni ha raccolto quasi 8.000 mila firme fisicamente e online, voglio cogliere quest’occasione per ringraziare il sostegno delle cittadine e dei cittadini che ci hanno dato la loro fiducia. 

Come sapete, purtroppo la Corte Costituzionale, un organo che non necessariamente riscuoteva le simpatie di Marco Pannella, ne ha bocciati tre, tra cui quelli su Eutanasia e Cannabis proposti dall’Associazione. Pannellianamente insisteremo a promuovere riforme di libertà anche relativamente al fine vita e l’uso personale di sostanze psicoattive e pannellianamente occorrerà agire affinché queste settimane che ci separano dal voto del 12 giugno possano consentire partecipazione e informazione relativamente ai cinque referendum sulla giustizia.

Congratulazioni di nuovo al Comune di Teramo per questa decisione e grazie per aver dato la parola a chi per anni ha condiviso un pezzo di strada con Pannella e che continua a fare quello che lui, e noi con lui, abbiamo sempre fatto: politica possibile contro circostanze probabili.