Procreazione assistita: individuate nuove strategie per ridurre i costi dei materiali di laboratorio

Luca Gianaroli

Willem Ombelet e Jonathan Van Blerkom, rappresentanti della Fondazione no-profit “The walking egg” hanno annunciato l’individuazione di una nuova strategia per ridurre i costi dei trattamenti di Procreazione Assistita in modo da rendere queste procedure accessibili ad un maggior numero di persone anche nei Paesi in via di sviluppo. 

I risultati delle loro sperimentazioni, già presentati in occasione del Congresso Annuale della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia svoltosi a Londra nel Luglio scorso, mostrano come un’accurata selezione dei pazienti, un ridotto dosaggio di farmaci per la stimolazione e una semplificazione delle procedure di laboratorio possano ridurre significativamente i costi dei trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) che, normalmente, sono molto elevati data la complessità di queste tecniche. 

Il dott. Luca Gianaroli, direttore scientifico di Sismer e membro del direttivo dell’organizzazione no-profit Low Cost IVF Foundation, commenta così i risultati di questo studio:

“Le ricerche e le sperimentazioni condotte dalla Fondazione ‘The walking egg’ si inseriscono nell’ambito di una serie di progetti volti a ridurre i costi delle tecniche di PMA al fine di renderli accessibili a un maggior numero di individui anche nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo, dove l’infertilità è un problema molto grave, ma spesso ignorato. 

Le tecniche messe a punto da Ombelet e Van Blerkom si basano sulla riduzione dei dosaggi di farmaci usati per la stimolazione (che sono spesso molto costosi) e su una semplificazione dei materiali monouso utilizzati in laboratorio. Alcune di queste procedure sono state applicate anche dal personale S.I.S.Me.R. che, su base volontaria ha collaborato con la “Low cost IVF Foundation” nella creazione di un centro di PMA in Tanzania.

Non bisogna però farsi illusioni. Queste strategie, infatti, difficilmente potranno trovare applicazione in centri stabilizzati come quelli operanti in Italia, anche per via delle rigide normative che regolano il settore della procreazione assistita nei Paesi sviluppati. Inoltre occorre tener presente che esse possono essere applicate solo a determinate categorie di pazienti e alle tecniche più semplici e consolidate, come la FIVET. 

Procedure più complesse, come ad esempio la ICSI, la vitrificazione o la diagnosi preimpianto, difficilmente potranno beneficiare di queste tecniche.” 

“Ciò non significa” conclude Gianaroli “che le innovazioni in ambito clinico e tecnologico non possano contribuire ad una diminuzione dei costi dei trattamenti di PMA anche nei Paesi sviluppati. In Italia, i Centri più all’avanguardia si stanno infatti muovendo per proporre ai pazienti trattamenti sicuri e di provata efficacia a costi ridotti rispetto ai trattamenti standard sfruttando le più recenti innovazioni in ambito farmacologico e di laboratorio e avvalendosi di sofisticati sistemi informatici per semplificare la gestione delle coppie che intraprendono il percorso diagnostico e terapeutico.”

 

 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.