Dichiarazione di Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, sulla PMA Piemonte
Dopo il recente decreto commissariale del Presidente De Luca in Campania sulla PMA, la normativa della regione Sardegna sull’eterologa, anche il Piemonte procede con una normativa idonea per l’accesso alla PMA che prevede un limite di età di 46 anni per l’accesso legato a quanto previsto nei LEA.
La Conferenza stato regioni, da questi esempi di regioni virtuose su questi temi, dovrebbe prevedere che si proceda in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale al fine di evitare disuguaglianze nell’accesso alla sanità per aver un figlio.
Oggi abbiamo inviato una nota al ministro della Salute Giulia Grillo, per chiede che i LEA siano aggiornati correttamente, siano inserite tutte le tecniche di PMA tra cui TESE e anche delle tecniche di diagnosi preimpianto, tecniche che ad oggi ricadono solo sulla sanità regionale. E chiedendo che siano previsti i rimborsi per i donatori di gameti al pari di quanto avviene in Europa. Inoltre, il limite identificato per l’accesso alla PMA nei LEA è in contrasto con la legge 40 che prevede l’accesso alla copia in età potenzialmente fertile, condizione che può variare da coppia a coppia. Si ricorda che prima della legge 40 la comunità scientifica aveva indicato come limite massimo 50 anni di età.
Per il momento voglio ringraziare le Regioni che hanno inteso rispondere alle richieste dei pazienti cercando di garantire equità nell’accesso alle cure.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.