Per la prima volta nella storia, ecco i dati aperti sui firmatari dei referendum

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Open data firme referendum, i dati anonimizzati sono disponibili per ricerche scientifiche sociologiche, inchieste giornalistiche oppure semplice curiosità. I dati sono disaggregati per età, sesso, residenza e luogo della firma

Cappato commenta: “Finalmente la conoscenza sui firmatari è a disposizione di scienziati politici e sociali. Proponiamo che diventi un modello di trasparenza per tutta la Pubblica Amministrazione. Si usi anche sui dati della pandemia”

“Mai prima d’ora erano stati resi noti i dati di chi ha firmato i referendum”, ha dichiarato Marco Cappato, che nel corso del Consiglio generale del 20 dicembre a Roma, evento trasmesso anche in diretta web, affronterà anche questo tema. “Grazie alla firma digitale abbiamo deciso di aprire la strada a nuove possibili ricerche di scienze politiche e sociali fornendo un modello che le istituzioni dovrebbero adottare e praticare pubblicando tutti i dati in formato aperto (XTML) e disaggregato o disaggregabile.

Per la prima volta nella storia, ad agosto e settembre scorsi l’Associazione Luca Coscioni ha raccolto le firme online per presentare un referendum per la legalizzazione dell’eutanasia e uno per la legalizzazione della cannabis. Le informazioni sono state anonimizzate relativamente a età, sesso, luogo di residenza e giorno della sottoscrizione sono a disposizione del pubblico per ricerche scientifiche, studi sociologici, inchieste giornalistiche o semplice curiosità”.

“Per quasi 50 anni, la Corte di Cassazione, l’istituzione preposta al controllo delle firme a sostegno di richieste referendarie, non ha mai messo a disposizione alcun dato relativo alla firme raccolte, anche perché con le firme solo cartacee sarebbe stato un lavoro immane, auspichiamo che la nostra decisione funga da stimolo anche per un’analisi retrospettiva di chi ha sostenuto quesiti che possono consentire all’Italia riforme di libertà”, l’introduzione della firma digitale e la scansione dei moduli cartacei per la richiesta delle necessarie certificazioni hanno permesso la digitalizzazione dei processi, con la creazione di una mole di dati in possesso degli organizzatori prima della consegna delle firme in Cassazione.

Abbiamo ritenuto che questo patrimonio dovesse diventare un bene comune di chi crede nella democrazia partecipativa e un’opportunità per la pubblica amministrazione che potrebbe indurre la creazione di servizi pubblici innovativi garantendo accesso a dati ai semplici o sofisticati sistemi di intelligenza artificiale civica al servizio delle persone, naturalmente nella piena tutela della loro privacy. Abbiamo creato un precedente che la Pubblica amministrazione potrebbe ad esempio seguire sui dati relativi alla pandemia e ai vaccini” ha concluso Cappato.

L’iniziativa della pubblicazione è realizzata dall’Associazione Luca Coscioni, principale promotore e unico finanziatore dei due referendum, in collaborazione con Ondata, organizzazione che promuove l’accesso e la diffusione di dati aperti. I dati relativi alle sottoscrizioni digitali sono stati raccolti da ItAgile, la società che ha gestito i servizi per la firma online.

QUI i dati aperti sui Referendum Eutanasia Legale e Cannabis Legale