Intervento di Maurizio Turco all’XI Congresso Coscioni

Grazie. Io non ho capito l’intervento di Angiolo, nel senso che dice non sono d’accordo nel merito di cosa? Perché questo è il problema. Nel senso che io non intendevo intervenire in questo congresso, intanto non c’è nessun problema politico, nel senso che condivido tutte le iniziative politiche. Penso che il partito radicale sia da sempre per la libertà  di ricerca in senso lato. Ci sono peraltro battaglie come quella sull’eutanasia che è iniziata in modi molto diversi direi da decenni, quando era un termine relegato nei manuali di qualche filosofo o di qualche cultore di pratiche esoteriche.

Quindi tutt’altra roba.

Io sono stato molto meravigliato nell’ascoltare la riduzione che è stata fatta ieri di un qualcosa che poi alla fine, se dovessi trarne le conclusioni, ma è un fatto personale, io non penso di avere ragione, penso di avere la mia ragione e quindi anche in termini di antropologia non dico culturale ma politica sicuramente penso di avere sentito una forte differenza in termini di antropologia politica e non dico che la mia sia migliore dell’altra. Sono solamente diverse.

Siccome sono stato chiamato in causa direi impropriamente nel senso che è stata data una visione edulcorata del problema che ho posto, allora lo ripropongo nei termini in cui è.

Ieri si è detto.. Cioè si parte sempre da sei mesi dopo, cioè la questione è “perché hai fatto la richiesta degli atti?”. Io ho interloquito innanzitutto solo con Filomena, perché rappresentante legale dell’associazione, e non ho mai allargato o ristretto indirizzari. Quando Filomena ha deciso di allargare ad altri la conoscenza di quanto andavo affermando, non ho avuto nulla da ridire e mi sono adeguato. Così come qualcuno ha deciso a indirizzare agli stretti, ho risposto. Visto che ieri sembrava che io avessi scelto una platea ristretta a cui parlare.

Io ho scritto a Filomena a ottobre, è passato quasi un anno, a ottobre dell’anno scorso. E ho scritto, ho chiesto i documenti al ministero delle politiche sociali nel mese di aprile. Evidentemente ho chiesto i documenti perché, secondo me, a parte che c’è un problema di principio, no?, secondo il quale i documenti sono pubblici, ma comunque io dai documenti che ho ricevuto ho fatto presente, poi non mi interessa in questa sede stabilire chi ha ragione, ho fatto presente che c’era un verbale di un consiglio generale in cui si è modificato lo statuto. Dice: ma per piccolezze. Si è modificato lo statuto all’insaputa degli iscritti, non tutti naturalmente, perché qualcuno l’ha fatto quel verbale, tesoriere compreso. 

Adesso poco importa che il tesoriere in quel momento fossi io. Non voglio rispondere a battute, sì, io stavo in quella sala, Jose’, nella mia stanza chiusa, nell’altra stanza si facevano altre cose, hai ragione. E non c’ero in quella stanza, forse c’eri tu. 

Su questo niente da dire. Cioè si modifica lo statuto con un verbale in cui gli iscritti non ne sanno niente, fa parte dell’ordinaria amministrazione. E anche se tutti gli iscritti dicessero “va bene lo stesso”, io dico di no. 

C’è un documento che viene richiesto da ogni iscritto, mi dispiace Filomena, tu hai risposto che non esiste obbligo a darlo. Intanto non è così, ma comunque pensavo di stare in un’altra famiglia.

C’è il fatto che poi alla fine si porta come certificazione che il ministero dice “è stato tutto sanato”. Ma cosa è stato sanato? Quando uno sana vuole dire che c’è qualcosa di malato. Allora io voglio capire cos’era il malato. Io sto facendo questo per una questione semplicissima che adesso spiegherò. Il fatto gravissimo che si sono fatte alcune dichiarazioni al ministero delle politiche sociali non rispondenti al vero che in qualsiasi momento, naturalmente me ne assumo la responsabilità come ve ne siete assunta la responsabilità, e ve ne do atto, con le quali si certifica di avere le caratteristiche proprie, specifiche, indispensabili per essere una associazione di promozione sociale e cioè di avere 20 sedi operative.

Il ministero già nel 2006 ha scritto “state attenti a quello che scrivete, perché abbiamo visto codici fiscali di persone”. Le sedi devono essere operative delle associazioni. Poi anche al ministero fanno le cose un po’ alla carlona, ma anche noi non scherziamo. Di quelle 20 sedi 4 persone avevano lo stesso codice fiscale. 

Anche il ministero poteva accorgersene prima e anche chi ha fatto quelle cose le poteva fare meglio.

Ma questa cosa delle 20 sedi in cui il ministero nel 2006 comincia a dire “noi possiamo fare controlli”, io penso che sia stato un atto di una supponenza allucinante pensare che i controlli non sarebbero mai stati fatti, perché molto probabilmente, io non lo s, ma non lo escludo, anche gli altri fanno così. 

Allora io preferisco arrivare prima del ministero, prima della procura della repubblica e non trovarmi dopo a farmi dire “è accaduto questo”. Lo sapevate, non l’avete detto, io l’ho detto. 

Allora, siccome c’è stato anche un passaggio di rocco legittimo nel caso fosse vero, ma io voglio solo ricordare all’ultimo congresso del partito radicale quando sono stato eletto tesoriere, sono stato eletto tesoriere perché nessuno voleva fare il tesoriere. La ragione c’é, non c’erano soldi, anzi c’erano debiti e quindi è giusto che lo faccia qualcun altro. Non solo, sono stato l’unico eletto nella storia radicale a seguito di un’autocandidatura, perché giustamente.. No, va be’ ma… Diciamo con responsabilità legale di una qualche ragione.

Allora, io avevo anche scritto a un indirizzario non scelto da me che avevo deciso che fino alla conclusione dei lavori di questo congresso non avrei risposto più per un motivo semplice, cioè quello che a mio avviso, ripeto, potendo sbagliare, ritengo che l’associazione sia vittima di questi fatti e che non sta a noi, non sta a me, non sta a nessuno, fare processi, sicuramente fare processi, ma tantomeno fare processi politici.

E come ho scritto, io quello che sto facendo lo rivendico politicamente e lo rivendico politicamente cioè la teoria della prassi radicale forse è una cosa, è sembrata, ormai la si considera una cosa astratta, per me è vivissima.

Non credo di aver sbagliato ad avere capito quello che c’è stato tramandato nel corso dei decenni, però se ho sbagliato ne prendo atto, non è che mi arrampico sugli specchi per avere ragione perché la teoria della prassi radicale è quella.

Dico semplicemente che tutta questa vicenda a me pare paradossale, è stato usato tante volte da tanti e lo uso anch’io. Ma perché paradossale? Perché rispetto a questi fatti e alla valutazione che si è data in questi fatti in questo congresso direi che se c’è da una parte c’è la lettura che è stata data di questi fatti e dall’altra parte ci sono alcune questioncine: il partito della trasparenza, il partito dell’ape, il partito della campagna firmigoni, il partito contro la ragion di stato e il partito. Cioè sono questioni che non possono essere messe ai voti. Non è che si vota e si dice: decidiamo che siamo tutti d’accordo che quello che è successo non è successo e se è successo a me non interessa. No, a me interessa. Io l’ho già preannunciato e non ho problemi a dirlo qui. Non è ancora iniziato nulla. Cioè non è ancora iniziato nulla, perché intanto se c’era un problema politico, posso tranquillamente preannunciare sulla base di quello che è stato detto in termini politici di iniziative politiche che mi iscrivo all’associazione coscioni del 2015. Non c’è alcun problema da questo punto di vista.

Io vi dico solamente una cosa agli iscritti: quando voterete gli organi, cercate di non coinvolgere in quello che accadrà, cercate di non coinvolgere l’associazione coscioni. Cioè quando voterete gli organi, non pensate che è finita. Ne abbiamo parlato, abbiamo votato, abbiamo… Non abbiamo deciso niente. Perché la responsabilità è personale e io domani mi assumerò la mia responsabilità sulla base dei fatti che potranno essere confutati ma non in questa sede o in altre sedi. Sono insensibile a qualsiasi tipo di appelli. Sono insensibile a qualsiasi tipo di richiami. Insensibile, punto. Sono insensibile, punto. Chi si vorrà assumere questa responsabilità se la assuma in piena libertà. Per me le cose sono chiarissime. Si dice “facciamo un altro congresso”, facciamolo subito il congresso del partito radicale, se non si fa è per motivi politici. Se c’è qualcuno che vuole assumersi subito la gestione di mezzo milione di debiti o se si pensa che non scrivo tesoriere del partito radicale non posso fare iniziativa politica, penso che qualcuno si stia sbagliando di grosso. A me dispiace che qualcuno rovini la propria biografia, però è la libertà di ciascuno. Io non ho problemi di biografia, io ho problemi di coscienza, un’insensibile coscienza. Cioè i problemi della mia insensibile coscienza io egoisticamente metterò in pratica quello che mi è stato insegnato da domani. 

 

 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.