Il commento del dr. Filippo Maria Ubaldi sulla Relazione inerente la legge 40/04

Dr. Filippo Maria Ubaldi
Dichiarazione del Dr.  Filippo Maria Ubaldi MD MSc Clinical Director, GENERA, Centers for Reproductive Medicine Clinica Valle Giulia – Rome:

I dati del Registro Nazionale di PMA dell’Istituto Superiore della Sanità relativi alla attività dei Centri Italiani di procreazione medicalmente assistita nel corso dell’anno 2011, presentati dal Ministro della Salute, hanno evidenziato alcune differenze rispetto all’andamento degli anni precedenti. 
 
A fronte di un aumento del numero di trattamenti eseguiti di II e III livello si è osservata una riduzione del numero di bambini nati per trasferimento embrionario “fresco”, un aumento dell’eta’ della donna, una riduzione significativa del numero di embrioni trasferiti e di gravidanze multiple soprattutto le gravidanze trigemine che devono essere considerate come il peggiore potenziale dramma che si può’ verificare in seguito a trattamenti di procreazione medicalmente assistita. A fronte di questo si è osservato un aumento del numero di trasferimenti da ovociti ed embrioni congelati con conseguente aumento di bambini nati da queste procedure rispetto agli anni precedenti. 
 
La riduzione del numero di bambini nati da trasferimenti di embrioni “freschi” non si deve vedere come una riduzione della efficacia delle procedure ma bensì è secondario alla riduzione degli embrioni trasferiti che se da una parte può ridurre la probabilità di una gravidanza dall’altra riduce il rischio del dramma delle gravidanze multiple. Oltre a questo la riduzione del numero di bambini nati e’ sicuramente influenzato dall’aumento dell’età delle donne che si sottopongono a trattamenti di PMA (negli ultimi 5 anni l’eta’ media è aumentata di più di un anno). L’età della donna è infatti il fattore che più grandemente influenza la possibilità di portare a termine una gravidanza che sia stata ottenuta spontaneamente o con tecniche di PMA. 
 
C’e’ pero’ da considerare che la riduzione del numero di embrioni “freschi” trasferiti porta a crioconservare più materiale biologico, ovociti ed embrioni, che andandoli a trasferire dopo scongelamento permettono di ottenere altre gravidanze che si devono sommare a quelle ottenute dopo trasferimento embrionario “fresco” esprimendo così cumulativamente il numero di bambini nati per ciclo di stimolazione iniziato e per prelievo ovocitario. 
 
Se noi calcoliamo i bambini nati per ciclo di stimolazione iniziato, per prelievo ovocitario e non per transfer embrionario “fresco”, vedremo che il numero di bambini nati e’ abbastanza sovrapponibile all’anno precedente. E se poi lo andiamo a correggere per l’età della donna vedremo che sarà sicuramente simile o migliore degli anni precedenti. 
 
Altri dati sono emersi dall’analisi dei risultati del Registro: un numero troppo alto di centri che fanno pochi trattamenti (il 39,8% dei centri di II e III livello fanno meno di 100 procedure) e soprattutto l’attitudine ancora di alcuni centri a trasferire 3 o più embrioni sperando così di mantenere accettabili le loro percentuali di successo a scapito pero’ di inaccettabili rischi di gravidanze multiple. Si dovrebbe arrivare a nessun centro che trasferisce più di due embrioni come succede ormai da anni nei paesi scandinavi e in molte nazioni del nord europa.  

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.