Fondo per la non autosufficienza: bene i 400 milioni, speriamo che i malati non debbano più scendere in piazza per i loro diritti

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Filomena Gallo, Sabrina Di Giulio e Mina Welby
Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, di Sabrina Di Giulio, vice-segretario dell’Associazione Luca Coscioni, e Mina Welby, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni.


Martedì 4 novembre l’Associazione Luca Coscioni ha aderito con convinzione al presidio organizzato dal Comitato 16 novembre davanti al Ministero dell’Economia e Finanze (MEF). Oggetto della manifestazione sono stati i tagli al Fondo per la non autosufficienza, unico sostegno per le persone colpite da gravi disabilità e per i loro familiari, spesso impossibilitati a ricorrere ad aiuti esterni e quindi costretti a rinunciare al lavoro per l’assistenza dei propri figli o genitori. Nello stesso tempo la FISH e la FAND sono state ascoltate dal Ministro Poletti e il Comitato 16 novembre dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio.
In Italia parliamo non solo di 6mila malati di Sla, ma di 1 milione e 800mila disabili gravi e gravissimi, i quali si sono visti sottrarre dal Fondo, tramite l’ultima finanziaria, 100 milioni di Euro.

Sebbene il Governo informi che “lo stanziamento per il Fondo per le non autosufficienze verrà incrementato fino a 400 milioni”, riteniamo che non appartenga a un paese civile il fatto che i malati debbano scendere in piazza e avviare una contrattazione con il Governo per veder riconoscersi non un favore, ma il diritto fondamentale alla salute contenuto nel dettato costituzionale all’art. 32. Tanto più che le politiche sanitarie degli ultimi anni, per garantire ai pazienti una qualità di vita migliore e per diminuire le spese statali, si stanno orientando a una domiciliazione delle cure anche per pazienti gravi.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.