Fecondazione: le linee guida si disinteressano delle Sentenze della Consulta

Filomena Gallo

Dichiarazione Filomena Gallo, avvocato, Segretario Associazione Luca Coscioni

Nelle Linee Guida della Legge 40, che domani saranno pubblicate in Gazzetta Ufficiale e che sostituiranno le precedenti in vigore dal 2008, ci sono sicuramente elementi positivi che recepiscono, per esempio, la sentenza della Corte costituzionale del 2009 che ha eliminato il limite dei tre embrioni e l’obbligo di un unico trasferimento in utero,  procedura che arrecava pregiudizio sia alla salute della donna che del nascituro, ma per il resto le poche pagine che leggiamo sul sito del Ministero della Salute evidenziano quanto il testo sia incompleto perché:

1) demanda ad un Regolamento ulteriore la questione relativa all’eterologa rispetto al numero di donazioni di gameti per donatore, questione che la Corte Costituzionale aveva espressamente previsto all’interno di un atto vincolante per tutte le strutture di PMA, cioè attraverso le linee guida, in base alla legge 40;

2) non affronta la questione accesso alla PMA per coppie fertili portatrici di patologie genetiche il cui scopo poteva essere quello di ampliare le patologie genetiche per cui è possibile accedere alle tecniche di fecondazione assistita e non lasciando che sia il presupposto dei requisiti dell’art. 6 della legge 194 a determinare l’accesso alle tecniche di preimpianto, così da evitare un aborto.

Non si comprende, dunque, la necessità un regolamento ulteriore per l’eterologa che è già applicabile e applicata con quadro normativo di garanzia sanitaria perfetta come indicato dalla sentenza della Corte Costituzionale; dobbiamo pensare a nuovi deterrenti mascherati da precauzioni? In questi giorni si susseguono le nascite da eterologa, sia nel pubblico che nel privato, nonostante l’assenza di campagne informative per la donazione di gameti che il Ministero della Salute avrebbe dovuto fare; ma il Ministero invece di firmare un unico atto per rendere la tecnica più fruibile, dopo un anno, rimanda ancora. Non si comprende perché ignorare una sentenza che apre la strada alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche, evitando così aborti. 

Il Ministero ha scelto di fare opposizione ai giudici della Corte Costituzionale? 

Se così è il fatto costituisce un grave precedente che dovrà essere affrontato nelle sedi politiche e giudiziarie. 

Il Ministro Lorenzin sta dimostrando come i suoi predecessori la volontà politica di non rispettare i diritti riconosciuti e affermati da norme supreme, tramite la Corte Costituzionale; il Governo Renzi deve necessariamente tenere conto che su questi temi se vorrà discontinuità reale dovrà cambiare politica ponendo rimedio agli errori passati di chi ha voluto la legge 40. Come fare? Basterebbe forse cambiare area politica nella nomina dei Ministri della Salute e dei consulenti confermati negli ultimi tre governi che corrispondono esattamente a quelle logiche sbagliate che hanno portato da anni la Corte costituzionale ha cancellare e bollare come incostituzionali tutte le loro scelte in ambito di fecondazione assistita.

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L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.