#dieciannilegge40: il buon senso ha demolito la norma

Carlo Flamigni, Maurizio Mori

La legge 40 del 2004, quella  che si proponeva di regolamentare le tecniche di fecondazione assistita, è stata sgretolata dal buon senso e questa demolizione è stata avallata dei Magistrati. Del tutto recentemente, poi, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ci ha mandato un messaggio di straordinario rilievo, che i nostri rappresentanti politici non potranno in alcun modo ignorare: su questi temi è indispensabile legiferare con cautela e leggerezza, tenendo sempre conto dei continui progressi della scienza e delle modificazioni della morale di senso comune, che reagisce alle sollecitazioni che le derivano dalla capacità di intuire i vantaggi offerti dall’avanzamento delle conoscenze.

Il Paese, del resto, non è più lo stesso che consentì, senza protestare e senza indignarsi, il varo di quella stupidissima legge. Il rapporto sulla secolarizzazione pubblicato da Critica Liberale dimostra che i cittadini continuano ad allontanarsi dalla Chiesa e che i segnali di una significativa diminuzione del potere religioso aumentano; il Comitato dell’ONU che si occupa dei diritti dei fanciulli ha preso il Vaticano a calci nel sedere accusandolo di proteggere i preti pedofili ( la Santa Sede ha timidamente protestato, evidentemente consapevole del fatto che chi di interferenza ferisce di interferenza finisce col perire); un’inchiesta fatta tra i cattolici in Italia e nel mondo (resa pubblica domenica 9 febbraio) ha dimostrato che cosiddetti fedeli proprio fedeli non lo sono più e che si è completato lo “scisma sommerso” teorizzato molti anni or sono da Pietro Prini( solo per quanto riguarda l’aborto volontario il 15 per cento degli interrogati italiani si sono dichiarati favorevoli in ogni circostanza e il 68% hanno dichiarato di esserlo in alcuni casi specifici, percentuali che nel mondo diventano rispettivamente pari al 57 e all’8 per cento). E’ una tendenza, le cose cambieranno ancora.

Oggi è già ben evidente che esiste una parte perdente, nel mondo cattolico, quella degli intellettuali radicali, estremisti, che non hanno mai concesso nulla né alla mediazione né alla compassione, coloro che si sono sempre preoccupati solo di trarre tutti i vantaggi possibili dal fatto che il rigore pressoché disumano che dimostravano in ogni circostanza aveva il privilegio di piacere “in alto”, quelli noti come “gli “incompetenti imperterriti” ( ai quali comunque non è mai stato concesso di scrivere sull’Osservatore Romano). Ci chiediamo – solo perché ci fanno un po’ pena – se troveranno il modo di riciclarsi, pensiamo di sì, se solo la genetica non è un’opinione. Se non lo facessero, se passeranno all’opposizione, dovremmo forse dar ragione ai molti cittadini, evidentemente tifosi del nuovo Pontefice, che sulla Rete si dichiarano preoccupati per lui e gli consigliano di assumere per la sua mensa  un assaggiatore di cibi.

In ogni caso è indiscutibile che quasi tutte le tesi che nel 2004 sembravano (sembravano) plausibili si sono rivelate un bluff e che la lunga querelle parlamentare che accompagnò l’approvazione della legge 40 oggi riusciamo a vederla per quello che realmente fu, una lite di condominio, E’ dunque il momento di ricominciare da capo.

 Se abbiamo ragione nel ritenere che in Italia nell’ultimo decennio le circostanze storiche siano radicalmente cambiate, allora il problema con il quale ci confrontiamo è quello di decidere di impostare una nuova normativa sulla terapia della sterilità che abbia queste caratteristiche: sia laica e rispettosa dei diritti di tutti i cittadini; sappia interpretare e acquisire i progressi che la ricerca scientifica ci offre con grande velocità e costanza; tenga conto di quanto rapidamente può cambiare la morale quando alle persone è consentito di intuire i possibili vantaggi che possono derivare dallo sviluppo delle conoscenze; accetti il principio che le leggi debbono ispirarsi a questa morale e non debbono mai piegarsi alle sollecitazioni delle ideologie e delle religioni; tenga conto dei messaggi, dei suggerimenti e delle critiche che ci sono giunti da numerose Istituzioni e soprattutto dalla nostra Corte Costituzionale e dalla Corte europea per i diritti dell’uomo.

Il primo aspetto da considerare riguarda la necessità di promuovere una nuova prospettiva della scienza, un compito non facile, considerato il fatto che il dibattito che ha accompagnato l’approvazione della legge 40/2004 è parso a molti una fotocopia del processo che costrinse Galileo all’abiura. A parole, nessuno è contrario alla scienza, per la quale tutti riescono a trovare qualche espressione di elogio, altrettanto rituale quanto ipocrita. In realtà la scienza è temuta, e lo è per molte ragioni, nessuna delle quali è confessabile: perché l’aumento delle conoscenze entra in conflitto con i nostri più antichi pregiudizi e ci costringe a faticosi cambiamenti; perché le nuove tecniche scientifiche cambiano le circostanze storiche e mandano all’aria le nostre più ossificate superstizioni e i nostri convincimenti più radicati, quelli che si sono formati a seguito di una educazione basata su una mitologia nobilitata a metafisica e circondata da un’aura di mistero misto a sacralità. In linea puramente ipotetica, la nebbia che ci circonda dovrebbe poter essere cacciata dal vento della razionalità, ma molti pregiudizi e molte superstizioni, probabilmente per la loro ovvietà, riescono ancora a prevalere sul messaggio scientifico.

 

Dal testo “La fecondazione assistita dopo dieci anni di legge 40. Meglio ricominciare da capo!” di Carlo Flamigni e Maurizio Mori (Ananke 2014). Il libro sarà nelle librerie dal prossimo lunedì.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.