Egregi,
vogliamo portare alla vostra attenzione una serie di azioni che hanno portato, concretamente, al rafforzamento dei Diritti Umani attraverso l’affermazione del Diritto internazionale.
Le azioni -giudiziarie, politiche e nonviolente- sono state condotte dal Partito Radicale (Organizzazione Non Governativa riconosciuta con status di Categoria I dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite) e dai soggetti che lo costituiscono (Nessuno Tocchi Caino, Non C’è Pace Senza Giustizia, Associazione Luca Coscioni). Saremmo felici di poter proseguire su questa strada anche con il vostro consiglio, il vostro aiuto, la vostra partecipazione.
L’attività dei soggetti costituenti del Partito Radicale per la tutela dei diritti umani e dello stato di diritto è sempre stata costante.
Lo scorso 21 dicembre la Corte Interamericana dei Diritti Umani ha reso nota la sentenza di condanna del Costa Rica per il divieto di fecondazione assistita in vitro. I giudici, nelle loro motivazioni, hanno accolto anche l’amicus curiae (intervento nel procedimento) presentato dal Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito e dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica soggetto costituente del Partito Radicale, a sostegno delle vittime del divieto di fecondazione in vitro.
Decisione che aprirà la strada anche all’affermazione della salute riproduttiva e sessuale in tutti i paesi che rientrano nella competenza della Corte Interamericana dei diritti umani, come ad esempio il caso recente in materia di aborto in El Salvador.
Questa importante vittoria si inserisce all’interno di numerose campagne nazionali ed internazionali che il Partito Radicale e i suoi soggetti da ormai decenni compiono con lo scopo di promuovere un lavoro coordinato degli Stati democratici per l’affermazione dei diritti umani, civili e politici in tutto il mondo. In questo caso ci siamo battuti per il rispetto del diritto alla salute e della libertà nelle scelte riproduttive. E infatti la Corte ha dato ragione ai nostri avvocati sancendo che il diritto della coppia ad accedere alle tecniche di fecondazione assistita rientra tra i diritti umani meritevoli di tutela e stato inoltre precisato nelle motivazioni che l’embrione non è giuridicamente equiparabile alla persona.
L’attivazione delle giurisdizioni internazionali è un tratto costitutivo e fondamentale del nostro Partito e delle nostre lotte nonviolente atte a garantire la tutela sovranazionale dei diritti democratici: lo abbiamo fatto contro le mutilazioni genitali femminili, contro la pena di morte, per la libertà di ricerca scientifica, per la salvaguardia della persona e delle minoranze contro i totalitarismi, per l’accesso universale alle cure di salute riproduttiva, inclusa la pianificazione familiare, per la deterrenza e la persecuzione dei crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.
Negli ultimi mesi, insieme alla sentenza della Corte Interamericana, abbiamo ottenuto altri due grandi successi: l’ultima, giunta pochi giorni fa, per cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha condannato l’Italia per la giustizia e il sovraffollamento carcerario: i nostri avvocati avevano presentato causa per evidenziare lo stato di patente illegalità della nostra amministrazione della giustizia e dei nostri istituti penitenziari.
Pochi mesi prima era giunta sempre dalla Corte EDU un’altra sentenza che ha condannato l’Italia per violazione dell’articolo 8 della Carta europea per i Diritti dell’Uomo, circa il rispetto della vita familiare. Anche in questo caso è stato accolto un amicus curiae dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, di associazioni di pazienti e oltre sessanta tra parlamentari italiani ed europei. Tale azione rientra negli obiettivi prefissati nelle varie convocazioni del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, il cui lavoro al momento è concentrato sulla raccolta di adesioni a diverse petizioni al Parlamento europeo sui delicati temi dell’eutanasia, della salute riproduttiva e sessuale, della procreazione assistita, dell’HIV, della ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Negli ultimi mesi, malgrado le difficoltà del fronte italiano del Partito Radicale, le storiche campagne radicali transnazionali hanno registrato ulteriori significativi passi avanti. Nel mese di dicembre infatti, nel giro di poche ore, l’Assemblea generale dell’Onu ha adottato all’unanimità la storica risoluzione che mette al bando le mutilazioni genitali femminili coronando quindici anni di lotte del Partito Radicale e di Non c’è Pace senza Giustizia; allo stato tempo, le Nazioni unite hanno confermato per la terza volta la proposta radicale dei primi anni Novanta di arrivare all’abolizione mondiale della pena di morte attraverso la promozione di una Moratoria Universale ampliando il numero dei paesi che, anche grazie all’incessante lavoro di Nessuno Tocchi Caino, hanno votato quel documento. Infine a Roma, grazie all’incessante lavoro di Emma Bonino – dal 28 aprile Ministro degli esteri – degli iscritti al Partito eletti al Parlamento italiano, e alla collaborazione coll’associazione Parliamentarians for Global Action, si è finalmente giunti, dopo 13 anni dalla sua ratifica, all’adeguamento dell’ordinamento italiano alle norme dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale.
Come da sempre, per il Partito Radicale la conquista di un obiettivo significa prepararne di nuovi: dalle mutilazioni genitali femminili occorre adesso passare alla lotta ai matrimoni forzati, dalla Moratoria Universale alle condizioni carcerarie in tutto il mondo mondo, dal diritto penale internazionale al diritto alla verità. Tutte attività volte ad attivare le giurisdizioni esistenti o a far avanzare lo Stato di Diritto a livello planetario e che individuano nelle Nazioni unite il luogo dove discutere di politica per non consegnare alle prudenze della diplomazia la gestione di fenomeni, drammi e tragedie che ancora persistono.
Oltre ai temi globali promossi direttamente al Palazzo di vetro, anche per tutto l’anno scorso è continuato l’impegno del Partito Radicale in altri fori delle Nazioni unite per dar voce agli esclusi e a rappresentanti di popoli oppressi o non rappresentati ufficialmente nelle organizzazioni internazionali. Grazie allo status consultivo col Consiglio economico e sociale coll’Onu di cui il partito gode dal 1995, hanno potuto prendere la parola al consiglio dei diritti umani di Ginevra i nostri iscritti uiguri, vietnamiti, baluci iraniani, montagnard del Vietnam, nonché dissidenti del Bahrein e del Kazakistan nonché i falungon. Questa presenza in ambito onusiano ha poi avuto ulteriori seguiti al Parlamento italiano ed europeo con audizioni davanti alla commissioni esteri e diritti umani, conferenze stampa e dibattiti per sensibilizzare i legislatori di mezza Europa su temi poco conosciuti ma fondamentali per chi ritiene che i diritti umani non possano variare a seconda della nazionalità. In alcune occasioni dirigenti radicali si son recati sul luogo per seguire da vicino vicende di malagiustizia o persecuzioni come nel caso della comunità LGBT dello Zimbabwe o in Albania, oppure i processi arbritrari in Kazakistan contro Vladimir Kozlov il capo del paritto ALGA, l’unica formazione politica non vicina al regime, la cui visita in carcere ad Aktau fu negata ad alcuni nostri rappresentanti.
Ultimo, ma per questo sicuramente non importante, il recupero della centralità della campagna sul diritto alla verità ormai divenuta l’evoluzione naturale della campagna ‘Iraq Libero/esilio per Saddam Hussine’ con la quale ancora siamo attivi perché possa emergere la verità sulla guerra in Iraq di 10 anni fa. Nelle prossime settimane organizzeremo incontri a Roma e Bruxelles per delineare le tappe di questo nuovo impegno transnazionale per lo stato di diritto.
Il Partito Radicale, inoltre, difende i diritti umani, in molte di quelle zone del mondo dove essi non sono riconosciuti o non vengono opportunamente tutelati anche tramite le attività dell’Associazione Non c’è Pace Senza Giustizia (NPSG). NPSG è una organizzazione politica internazionale nata da una campagna del Partito Radicale Transnazionale nel 1993 per l’istituzione prima dei Tribunali ad hoc per l’ex Iugoslavia e il Ruanda, e poi della Corte Penale Internazionale. Negli ultimi 20 anni, le iniziative di NPSG si sono concentrate sulla protezione e la promozione dei diritti umani, della democrazia, dello stato di diritto e della giustizia internazionale, in particolare dove massicce violazioni di diritti umani universali sono commesse sistematicamente, senza una risposta adeguata da parte della comunità internazionale.
Le iniziative radicali di NPSG si articolano su quattro filoni: la campagna per la Giustizia Penale Internazionale che ha lo scopo di combattere l’impunità per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità (violazioni troppo spesso considerate inevitabili, ma che sono invece frutto di scelte strategiche e politiche da parte di leader militari e politici); la campagna per la messa al bando universale delle Mutilazioni Genitali Femminili (troppo spesso considerate come un fenomeno all’interno della sfera del privato, ma che sono invece una violazione del diritto umano fondamentale all’integrità fisica la cui protezione è responsabilità dello stato e delle istituzioni), per la quale è stato raggiunto, il 20 dicembre scorso, il risultato della messa al bando universale con una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU; la campagna per i diritti civili e politici, la libertà e la democrazia nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa (che troppo spesso è sacrificata sotto il pretesto della stabilità politica e di presunte incompatibilità culturali, dove invece libertà e diritti civili e politici sono diritti umani universali); la Campagna LGBTI, condotta insieme all’associazione Radicale “Certi Diritti”, per il riconoscimento pieno ed internazionale di diritti civili uguali per tutti, senza discriminazioni di orientamento sessuale o di identità di genere (che sono troppo spesso fonte di discriminazioni di fatto e legali, in nome di tradizioni reazionarie).
Nessuno tocchi Caino è l’associazione che ha promosso dal 1993, con il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, la campagna volta all’approvazione di una risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista dell’abolizione della pena di morte, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo storico risultato è stato conseguito per la prima volta nel 2007, dopo che dal 1997 una risoluzione per la moratoria universale era stata approvata su iniziativa di Nessuno tocchi Caino dalla Commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite (ora Consiglio diritti umani). Successivamente Nessuno tocchi Caino ha contribuito a far aumentare il numero dei paesi favorevoli alla risoluzione ottenendo, nei successivi voti del 2008, 2010 e 2012, un crescente sostegno che ha raggiunto il numero record di 111 voti a favore lo scorso 20 dicembre. Le risoluzioni promosse in ambito ONU hanno riconosciuto la pena di morte come questione attinente ai diritti umani e quindi sottratta alla sfera della sovranità interna sui temi dell’amministrazione della giustizia. Nel corso degli anni, il testo approvato dall’Assemblea Generale è stato rafforzato soprattutto per quanto riguarda la maggior trasparenza che gli Stati devono assicurare per quanto riguarda tutti i dati e le informazioni concernenti la pratica della pena di morte (numero condanne capitali, numero delle esecuzioni, etc). Da questo punto di vista,
Nessuno tocchi Caino contribuisce alla conoscenza di questa realtà con la pubblicazione annuale del Rapporto sulla pena di morte nel mondo.
Saremmo lieti di conoscere un Suo parere sulle nostre attività e sulla scelta di sostenerle e parteciparvi, per poter iniziare un dialogo e una collaborazione con l’obiettivo comune della salvaguardia, del sostegno dei diritti umani. Interi popoli sono privati dei loro diritti fondamentali, senza che questo sia considerato una priorità da parte degli Stati nazionali e delle organizzazioni internazionali. Noi vorremmo insieme a Lei ricondurre i diritti tra le priorità delle agende politiche nazionali e sovranazionali.
Roma,17 Luglio 2013
Marco Pannella Maurizio Turco Marco Perduca
Partito radicale Tesoriere, Partito Radicale Vice Presid. del Senato del Partito radicale
Filomena Gallo
Segretario, Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
Sergio D’Elia
Segretario, Associazione Nessuno Tocchi Caino
Niccolò Figà-Talamanca
Segretario, Associazione Non c’è pace senza giustizia

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.