Appello per inserire la Pma nei livelli essenziali di assistenza

Autori vari

AL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME;

AL MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI LE AUTONOMIE E LO SPORT

AL MINISTRO DELLA SALUTE

AL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

L’Associazione AIDAGG (Associazione  Italiana per la Donazione Altruistica e Gratuita di Gameti), con sede in Roma, Viale 21 Aprile n. 12 in persona del Presidente Prof.ssa Laura Volpini;

L’Associazione “HERA ONLUS” (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) , con sede in Sant’Agata Li Battiati, Via Barriera del Bosco n. 51/53 (EX 9/A),, in persona del presidente e legale rappresentante, Prof. Mario Gambera, C.F.: 93065320876

L’Associazione AMICA CICOGNA ONLUS, con sede in Salerno, Via R. Giordano n. 8, in persona del Presidente Avv. Filomena Gallo

L’Associazione L’ALTRA CICOGNA, con sede in Quartu Sant’Elena (CA), Via Bach n.4 in persona del Presidente Dott.ssa Laura Pisano

L’Associazione LUCA COSCIONI, con sede in Roma, Via Di Torre Argentina n. 76 in persona del Segretario Avv. Filomena Gallo

L’Associazione MADRE PROVETTA ONLUS, con sede in Roma, Via Emanuele Gianturco n. 11, C.f.: 96324888588, in persona del Presidente Dott.ssa Monica Soldano

L’Associazione SOS INFERTILITÀ, con sede in Milano, in persona del Presidente Dott.ssa Rossella Bartolucci

ESPONGONO

A seguito della Sentenza della Corte Costituzionale n. 162/2014 che ha dichiarato l’incostituzionalità del divieto delle pratiche mediche di Procreazione Medicalmente Assistita che richiedono l’uso di gameti esterni alla coppia (c.d. Eterologhe) il Ministro della Salute On.le Beatrice Lorenzin, si è espressa per la necessità di inserire la Procreazione Medicalmente Assistita nei Livelli Essenziali di Assistenza.

Tale necessità è stata ulteriormente recepita e sentita dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome che, nel deliberato dello scorso 4 settembre 2014, ai fini del riconoscimento economico ha evidenziato la necessità di inserire nel DPCM di adeguamento dei LEA, così come definito nel Patto per la Salute 2014-2016 la PMA omologa ed eterologa per le coppie in età potenzialmente fertile.

A tal fine, individuandone i costi con successivo documento avente ad oggetto la quantificazione economica omogenea fra le Regioni e le Province Autonome.

Il deliberato della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 4 settembre 2014 è stato già recepito da alcune regioni, prevalentemente a Nord della penisola, che hanno anche individuato dei DRG regionali offrendo le prestazioni ai propri cittadini con costi a carico del Servizio Sanitario Regionale.

Tuttavia tale stato di fatto sta creando una spaccatura fra Nord e Sud, fra regioni ricche e regioni povere penalizzando proprio i pazienti che vivono nelle zone economicamente più disagiate del Paese.

Cessata la migrazione all’estero per i limiti imposti dalla legge 40/2004 si sta, quindi, proponendo una forte migrazione interregionale dovuta a problematiche di natura economica.

Fenomeno già individuato e documentato dal Registro della PMA ma del quale può immaginarsi un rapidissimo incremento nei prossimi mesi.

Dalla Relazione del Ministro della Salute al Parlamento dello scorso 30 Giugno sullo stato di attuazione della legge contenente norme in materia di PMA riportante i dati del 2012, emerge che il 26,9%  dei trattamenti riproduttivi , corrispondenti in valore assoluto a 14.940, vengono eseguiti in regioni non di residenza delle coppie raggiungendo, con questo artificio, il  64,4 % dei trattamenti all’interno del Sistema Sanitario pubblico.

Tali circostanze, oltre a contrastare con i principi ispiratori del Servizio Sanitario Nazionale  il cui scopo principale è, invece, quello di uniformare le prestazioni di cura offerte su tutto il territorio nazionale e l’accesso dei cittadini, influisce negativamente su un settore, quello dell’infertilità che richiede oggi particolare attenzione.

E’ indubbio, infatti, che per ragioni ambientali, ma anche sociologiche e culturali, il fenomeno dell’infertilità o sterilità di coppia è in costante aumento. Secondo le previsioni del Registro PMA dell’Istituto Superiore di Sanità, il 19% delle coppie avrà problemi riproduttivi (http://www.iss.it/rpma/glos/cont.php?id=131&lang=1&tipo=17). Tale fenomeno assume quindi rilevanza sociale e va incrociato con gli indici di decrescita demografica e con la caduta del tasso di natalità.

Si tratta, quindi, di problematiche che rischiano di incidere in modo pesante sulle future prospettive economiche del Paese (sia riguardo l’occupazione e la produzione sia in rapporto alla sostenibilità del sistema pensionistico e di welfare) ma soprattutto che hanno reali ricadute sulla salute pubblica e sul sistema sanitario in generale.

La stessa Corte Costituzionale, nella sentenza n. 162/2014 parla del malessere psichico correlato all’infertilità e chi lavora nel settore è ben cosciente di come le coppie infertili vadano incontro spesso a problematiche di natura psicologica o psichica.

La Procreazione Medicalmente Assistita, può concorrere, insieme a tutte le altre misure da mettere in campo per l’aiuto alle famiglie e la prevenzione della sterilità a ridurre questo forte impatto sociale e deve rientrare, necessariamente, fra le pratiche mediche a carico del Servizio Sanitario, tramite inserimento nei LEA.

RITENUTO

Che malgrado l’esigenza dell’inserimento della pratiche di PMA nei LEA sia stato percepita da tutti i soggetti interessati, ad oggi non risulta avviato il procedimento necessario per l’aggiornamento del DPCM riguardante i LEA, non essendo stata convocata la Conferenza Stato Regioni e Province Autonome per discutere dell’argomento e per l’inserimento nel Patto per la Salute, come passi propedeutici per l’aggiornamento dei LEA.

INVITANO

Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome; Il Ministro della Salute,  il Ministro per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport ed il Ministro dell’Economia, ciascuno per le proprie competenze a voler porre in essere tutti gli atti procedimentali necessari per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza, con l’inserimento delle cure di Procreazione Medicalmente Assistita, sia omologhe che eterologhe.

CHIEDONO

Di essere portati a conoscenza delle attività intraprese, dei responsabili dei relativi procedimenti, dei tempi e termini dei procedimenti.

Roma, 3 dicembre 2014

                                                   

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.