Eutanasia legale – la battaglia di Irene e Andrea raggiunge un milione di visualizzazioni in un giorno, al suo fianco anche diverse personalità
Dal Processo Cappato a oggi sul tema del fine vita sostegno all’ Associazione Luca Coscioni anche da Roberto Saviano, Fedez, Chiara Ferragni, Elisabetta Canalis, Luciana Littizzetto, Jovanotti, Selvaggia Lucarelli, Giulia Innocenzi
Andrea Curiazi sarà presente al Consiglio generale dell’Associazione domani 20 dicembre a Roma, dove verranno lanciati gli impegni da sottoporre ai candidati di qualsiasi partito affinché li facciano proprio pubblicamente.
Eutanasia Legale gestita dall’Associazione Luca Coscioni
Un milione di visualizzazioni in 24 ore sulla pagina facebook Eutanasia Legale gestita da Associazione Luca Coscioni e circa 20 mila condivisioni più tanti bellissimi messaggi di sostegno intorno all’hashtag #ConIrene, per l’appello promosso dall’Associazione Luca Coscioni alla politica per affrontare il tema dell’eutanasia legale in Italia già dalle prossima campagna elettorale.
Questi i primi numeri dell’accorato e doloroso video appello del marito Andrea Curiazi rivolto agli “illustri rappresentanti del popolo italiano, in cui vengono ripercorse le drammatiche ultime fasi di vita della giovane moglie malata terminale di tumore e intenzionata a ricorrere al suicidio assistito in Svizzera, dove però non fece in tempo ad arrivare.
In generale sul tema del fine vita dall’ultima udienza del Processo che vede coinvolto Marco Cappato fino a oggi, l’ Associazione Luca Coscioni sta ricevendo manifestazioni di solidarietà trasversali, provenienti anche dal mondo del giornalismo, della cultura e dello spettacolo. Solo per citarne alcuni, personaggi pubblici come Roberto Saviano, Selvaggia Lucarelli, Fedez, Chiara Ferragni, Giulia Innocenzi, Elisabetta Canalis, Luciana Littizzetto, Jovanotti.
Irene è morta il 24 Agosto scorso, 2 giorni dopo aver concluso le procedure per ottenere l’aiuto medico alla morte volontaria ma senza riuscire a raggiungerla, consumata a trent’anni da un adenocarcinoma polmonare diagnosticato due anni prima al quarto stadio. Una malattia che non ha impedito nell’ultimo biennio a lei e al marito Andrea di essere felici, viaggiare, adottare un cane, sposarsi.
Aveva già contattato la clinica Dignitas nel gennaio 2016, per poi fare richiesta di assistenza al suicidio nell’agosto 2017 e contattare Marco Cappato al ritorno da un viaggio in camper in Nord Europa. Purtroppo Irene non ha fatto in tempo: è morta subito dopo aver presentato tutta la documentazione necessaria ed effettuato il pagamento dell’ultima trance per avviare la richiesta di “luce verde provvisoria”. Un iter che ha richiesto molto tempo. Troppo.
Irene avrebbe voluto essere padrona del suo destino ma, soprattutto, avrebbe voluto che il suo caso potesse aiutare chi oggi, nel nostro Paese, lotta per fare in modo che venga discussa ed approvata in Parlamento una legge sul fine vita che possa garantire a tutti di decidere autonomamente e di morire degnamente.
“Conquistato il testamento biologico, l’obiettivo ora è il raggiungimento di una legge sul fine vita che consenta la libertà di scelta anche a chi, come Irene, come Fabo, come Dominique Velati, come Davide Trentini, desidera interrompere una condizione di irreversibile sofferenza – dichiara Associazione Luca Coscioni –. Sarà possibile solo con la legalizzazione dell’eutanasia. La campagna per vivere #LiberiFinoAllaFine continua con il consiglio generale Associazione Coscioni del 20 dicembre a Roma, il giorno dell’11esimo anniversario anni dopo Welby, quando verranno lanciati gli impegni da sottoporre ai candidati di qualsiasi partito affinché li facciano propri pubblicamente”.
“Irene, che aveva chiesto aiuto anche a Marco Cappato, non ha fatto in tempo a morire come avrebbe voluto con l’aiuto medico in una clinica svizzera. Così come capita anche a chi non può permettersi i costi economici, o non è più nelle condizioni di affrontare il viaggio, o non può contare sull’aiuto di qualcuno che si assume la responsabilità penale di assisterlo nel complicato trasferimento. Ci batteremo perché questo non avvenga più: in Parlamento c’è già una proposta di legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale, depositata 4 anni e mezzo fa e mai discussa nemmeno per un minuto.”
Questo tema e le altre battaglie Associazione Luca Coscioni verranno raccontate DOMANI nel corso del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni in programma il 20 dicembre dalle 9.30 alle 13.00 presso la Sala degli Atti parlamentari della Biblioteca “Giovanni Spadolini” in Piazza della Minerva 38, Roma. I lavori riprenderanno poi alle ore 15.00 fino alle ore 19 presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati in Via del Seminario 76.
Prenderanno parte: Pietro Grasso, Mina Welby, Rodolfo e Monica Coscioni, Emma Bonino, Vito Mancuso, Marco Bobbio, Mario Riccio, Chiara Lalli, Marilisa D’Amico, Pia Locatelli, Mara Mucci, Luis Alberto Orellana, Marco Perduca, Rocco Berardo, Marco Gentili, Carlo Troilo, Flaminia Lizzani, Chiara Rapaccini, Generosa Spaccatore Brunori, Silvja Manzi, Benedetto Della Vedova, Matteo Mantero, Gennaro Migliore, Anna Maria Carloni, Francesco Palermo, Emilia Grazia De Biasi, Marisa Nicchi, Sergio Lo Giudice, Gea Schirò, Andrea Curiazi, Antonella Soldo.
Tutti insieme poi, dalle 19 alle ore 21, saranno protagonisti della commemorazione per l’11esimo anniversario dalla morte di Piergiorgio Welby presso Piazza San Giovanni Bosco, ai Giardini Welby “Welby, 11 anni dalla sua lotta il biotestamento è legge”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.