“Dal parlamento-squillo agli animali portati al macello: tagliano la rappresentanza per dare ancora più potere ai partiti”
Intervista a Maurizio Bolognetti di Celestino Benedetto per La Nuova del Sud
Chiaro e pungente. Con la solita verve che lo contraddistingue. “Ridurre il numero dei parlamentari e sottoporli al mandato imperativo dei partiti è una questione di sovvertimento dell’ordine democratico. E risparmiare sulla democrazia significa solo effettuare un taglio alla rappresentanza dei cittadini. Col risultato che si dà ancora più potere ai partiti. O meglio per consegnarlo a lobby, oligarchie e capibastone”.
Maurizio Bolognetti, anima dei Radicali lucani, è un fiume in piena. La diminuzione del numero dei parlamentari – è il senso del suo ragionamento – distruggerà dalle fondamenta lo stato di diritto e la democrazia rappresentativa perché i politici eletti non saranno più i rappresentanti del popolo e del territorio, ma dei partiti. “E questa non è affatto una prospettiva democratica”.
Anche perché, per citare Fulco Lanchester – spiega – “la grande finanza internazionale e le stesse burocrazie, che caratterizzano l’epoca della globalizzazione, tendono a svalutare il momento democratico rappresentativo, perché non funzionale e pericoloso, ammiccando a modelli alternativi”.
Bolognetti, ma davvero diminuire il numero dei parlamentari è il vero problema?
Questi stanno risparmiando su qualcosa su cui non dovremmo…Stanno risparmiando sulla democrazia e lo stanno facendo in un Paese in cui sempre più possiamo parlare di democrazia reale così come un tempo si parlava di socialismo reale. Il vero risparmio che hanno realizzato – al di là delle chiacchiere e di come se la stanno vendendo – è sulla democrazia. Io la rappresentanza democratica o quel che resta – Pannella lo definì il Parlamento-squillo 30 anni fa – me la terrei stretta..
Eppure i cittadini sembrano apprezzare…
I cittadini a questo plaudono giustamente perchè li stiamo bombardando dicendogli che i problemi sono i costi della politica…Certo, la politica ha dei costi, è evidente. Ma i costi di cui non vogliono parlare sono altri: sono quelli della Costituzione che non rispettiamo e di tutte le cose che dovremmo fare e non facciamo…
In tutto questo c’è un impatto sulla rappresentanza di un taglio così cospicuo come quello approvato (345 parlamentari in meno, 230 alla Camera e 115 al Senato). Ma le regioni più piccole come la nostra pagano un prezzo altissimo. E nessuno dice nulla..
Voi avete giustamente sottolineato una cosa sul governatore Bardi: bene, bravo, bis ma è intervenuto a babbo morto. Non solo lui è ovvio, ma tanti altri. Siamo arrivati al paradosso per cui alcuni di coloro che hanno votato a favore del taglio dei parlamentari e parlo di parlamentari anche lucani, prima hanno votato a favore del taglio e poi magari hanno annunciato che si sarebbero mobilitati contro il taglio. Probabilmente avremmo bisogno dell’intervento dello psichiatra.
A chi si riferisce?
Il caso in qualche modo più incredibile è quello di Roberto Giachetti che dichiara: sono contrario ma voto per lealtà. La domanda che gli ho fatto senza ricevere risposta è questa: ma leale a cosa? Disciplina rispetto cosa? La verità è che Roberto Giachetti ha preso l’articolo 67 della Costituzione quello che dice che il deputato agisce senza vincolo di mandato e l’ha cestinato. Un Giachetti grillizzato e non è l’unico ad aver fatto questo tipo di ragionamento.
Già a giudicare dal voto plebiscitario alla Camera…
È vero, solo in 14 hanno avuto il coraggio di rischiare di essere impopolari e votare contro.
Perché?
Forse ha ragione Sgarbi. E’ un Parlamento che non ha la dignità rispetto a ciò che è e dovrebbe rappresentare. Sono come animali portati al macello che hanno rinunciato a svolgere la loro funzione e si piegano all’ondata demagogica pentastellata che poi vanno anche a fare il flash mob in piazza. Se la linea politica e culturale in questo Paese viene dettata da Grillo, Casaleggio, dalla piattaforma Rousseau e da Di Maio direi che siamo messi male. Siamo partiti da Croce, Einaudi i costituenti che hanno partorito il nostro dettato costituzionale e siamo arrivati a Grillo, Casaleggio Di Maio e tutti quelli che li seguono…
Il voto segreto avrebbe cambiato qualcosa?
E’ probabile. Guardiamo al Pd: per tre volte hanno votato contro.
Compreso De Filippo che pure aveva sollevato enormi perplessità sul tema della rappresentanza..
Io sono amico di Vito De Filippo. Gli ho mandato un messaggio e gli ho detto che avrebbe dovuto votare contro e mantenere fede alla linea che avevano impostato.
Vi attiverete per il referendum?
Certamente, anche se sarà molto complicato. Ridurre il numero dei parlamentari ed anche questo è la posizione che stiamo esprimendo come promotori del quesito referendario significa ancora di più sottoporre i parlamentari al mandato imperativo dei partiti. E quindi e non penso di esagerare se dico che siamo di fronte a una questione di sovvertimento dell’ordine democratico
Addirittura…
Non è un caso che questo taglio si accompagna all’altra proposta di Di Maio di eliminare l’articolo 67. Ma il deputato non rappresenta il partito bensì la nazione. E magari se aggiungono il referendum propositivo, quello che i costituenti non volevano, lo scenario è inquietante. E alla luce della riflessione di Fulco Lanchester “La grande finanza internazionale e le stesse burocrazie, che caratterizzano l’epoca della globalizzazione, tendono a svalutare il momento democratico rappresentativo, perché non funzionale e pericoloso, ammiccando a modelli alternativi” direi che c’è di che preoccuparsi…
Soprattutto per la Basilicata…
Saremo sottorappresentati con ciò che questo potrebbe rappresentare anche rispetto ad un progetto mai tramontato di cancellare definitivamente la Basilicata.
Una regione sempre più debole perché sottorappresentata e perché lentamente sta letteralmente scomparendo anno dopo anno.
Ma cosa andrebbe fatto invece?
Io penso che i territori dovrebbero essere rappresentati. Ci vorrebbe il deputato della contea di Lagonegro, di Potenza e così via…
Invece sono nominati dalle segreterie…
Ma infatti adesso parlano di riforma elettorale chiedendo il proporzionale dimenticandosi che nel ’93 i cittadini 37 milioni, non sulla piattaforma Rousseau, si recarono alle urne e dissero no al proporzionale.
Oggi parlano del proporzionale con sbarramento ma nessuno dice una parola su una autentica vergogna: sono anni che i cittadini di questo Paese di fatto non possono scegliere il loro deputato. Liste bloccate e nominati. Ma per chi viene eletto così la domanda è: che libertà avrà realmente in Parlamento? Prima di votare contro qualcosa rispetto alla linea dell’oligarca che l’ha voluto deputato ci penserà mille volte. Sennò rischierà di non essere più rinominato. Ma sa, di questo non ne parlano…

Maurizio Bolognetti, giornalista, collaboratore di Radio Radicale, per la quale ha tra l’altro realizzato numerosi reportage su vicende di inquinamento ambientale, autore dei libri “Buchi per terra ovvero cinquanta sfumature di greggio”, “Le mani nel petrolio ovvero da Zanardelli a Papaleo passando per Sanremo e Tempa Rossa” e “La peste Italiana. Il Caso Basilicata”. Bolognetti ha collaborato con “Agenda Coscioni” e il settimanale “Il Resto”. Ha costituito nel 2004 l’Associazione Radicali Lucani di cui è Segretario.