Di seguito si riportano i messaggi inviati per l’evento “PMA per tutte: a che punto siamo e cosa succede dopo le 50.000 firme?“, che si è tenuto presso la Casa Internazionale delle Donne, a Roma, mercoledì 8 luglio 2026.
Mariolina Castellone
Giulia Pastorella
Care e cari,
mi dispiace molto non poter essere con voi oggi come lo sono stata le altre volte ma continuo a sostenere convintamente la proposta “PMA per tutte” promossa dall’Associazione Luca Coscioni.
Questa battaglia riguarda la libertà, l’uguaglianza e la dignità delle persone. Riguarda il diritto di non essere discriminate nella possibilità di costruire un progetto familiare.
È in scena un copione che conosciamo fin troppo bene: vengono negati dei diritti in una società che è già avanti, dove le associazioni si mobilitano, e alla fine sono i tribunali e la Corte costituzionale che intervengono. E la politica, resta ferma. La legge 40 è stata già modificata più volte dalla giurisprudenza, proprio perché conteneva divieti ingiusti e discriminatori. Ora è il momento che sia la politica ad assumersi la responsabilità di una riforma al passo con la società. Per questo la proposta dell’Associazione Luca Coscioni è importante: perché chiede al Parlamento di guardare in faccia la realtà, superare discriminazioni non più giustificabili e aggiornare la legge alla vita concreta delle persone.
Ringrazio l’Associazione Luca Coscioni per il lavoro instancabile che porta avanti da anni con coraggio e tutte e tutti coloro che stanno sostenendo questa iniziativa popolare.
Io ci sono, e continuerò a sostenere questa battaglia quando arriverà in Parlamento. Grazie.
Benedetto Della Vedova
ringrazio l’Associazione Luca Coscioni per l’invito e per il lavoro costante con cui continua a riportare nel dibattito pubblico temi che riguardano la libertà delle persone, la responsabilità delle scelte e la capacità dello Stato di non trasformare una visione etica particolare in un divieto per tutti.
Mi scuso di non poter essere presente oggi, ma desidero confermare il mio sostegno alla campagna “PMA per tutte”. Due mesi fa ho ospitato alla Camera dei deputati la conferenza stampa promossa dall’Associazione e, come membro della Segreteria di Presidenza, ho ricevuto le oltre 45.000 firme a sostegno della petizione per consentire l’accesso alla procreazione medicalmente assistita anche alle donne singole e alle coppie di donne. La nuova campagna di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare è un altro passo in avanti conferma il consenso e l’attenzione da parte dell’opinione pubblica.
In Italia si discute molto di natalità, di inverno demografico, di sostegno alla famiglia. Sono temi seri, che riguardano anche la tenuta sociale, il benessere e il futuro del Paese. Ma proprio per questo non possono essere affrontati con una concezione proprietaria e ideologica della famiglia, come se lo Stato dovesse riconoscere soltanto quella conforme alla sensibilità dell’attuale maggioranza politica. Il compito di uno Stato laico non è stabilire quali progetti di vita siano più meritevoli sul piano morale, ma garantire diritti, tutele e uguaglianza davanti alla legge. Non si tratta di imporre un modello di famiglia. Si tratta, al contrario, di impedire che lo Stato continui a imporne uno solo.
Per questo considero importante che la proposta di iniziativa popolare “PMA per tutte”, dopo la raccolta delle firme necessarie per la presentazione, possa essere calendarizzata e discussa. +Europa non ha rappresentanti nella Commissione competente, ma questo non impedisce l’iniziativa politica. Mi impegno quindi a far parte del gruppo di parlamentari che sosterranno la richiesta di calendarizzazione, a sensibilizzare colleghe e colleghi della Commissione e dei diversi gruppi parlamentari, e a promuovere ogni iniziativa utile perché il Parlamento sia chiamato a discutere nel merito questa proposta.
Questa è una battaglia liberale, laica e civile. Ed è una battaglia che merita di entrare finalmente nell’agenda parlamentare.