Chi è Silvano 

Silvano, 56enne di Genova, è affetto da sclerosi multipla primariamente progressiva, con esordio nel 1997. La malattia ha avuto fin dall’inizio un decorso molto veloce tanto da aver reso Silvano tetraplegico, con gravi difficoltà nella comunicazione e nella deglutizione, necessità di catetere vescicale permanente e di manovre meccaniche per evacuare.

Silvano, da sempre attivo e determinato, si è visto in pochi anni impossibilitato a svolgere alcuna attività quotidiana senza l’assistenza continuativa dei propri caregivers da cui dipendeva per l’espletamento di ogni funzione come alimentarsi, idratarsi, assumere farmaci e muoversi.

Visto il continuo progredire della sua malattia e le sofferenze ormai insopportabili, il 24 febbraio 2025, Silvano inviava alla sua ASL la richiesta di verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito, come previsto dalla sentenza n. 242/2019 della Corte costituzionale.

Le verifiche della ASL e il ruolo del Comitato Etico

La ASL, dopo le visite domiciliari svolte dalla commissione medica multidisciplinare, acquisiva il parere del comitato etico che chiedeva ulteriori approfondimenti sull’eventualità che Silvano acconsentisse a intraprendere un percorso di cure palliative e sulla natura permanente o intermittente del catetere vescicale.

La commissione medica multidisciplinare effettuava quindi gli approfondimenti richiesti e nel giugno 2025 trasmetteva la propria relazione finale unitamente al parere del comitato etico: Silvano era in possesso di tutti i requisiti previsti dalla sentenza “Cappato”.

Tuttavia, la ASL non indicava le modalità esecutive della procedura di autosomministrazione del farmaco letale.

Si rendeva così necessario una lettera di messa in mora e diffida ad adempiere da parte dei legali* di Silvano, a cui la ASL riscontrava chiedendo fosse un medico di fiducia di Silvano a indicare il farmaco letale, nel dosaggio necessario, e le modalità di sua autosomministrazione.

I legali di Silvano, trasmettevano così il protocollo richiesto, a firma del medico di fiducia di Silvano, il Dott. Mario Riccio, su cui però la ASL non si esprimeva se non dopo ulteriori solleciti e diffide.

Finalmente, nell’ottobre 2025, dopo una serie di diffide e solleciti, Silvano otteneva il parere positivo della ASL anche sulle modalità esecutive del suicidio medicalmente assistito.

Silvano si autosomministrava il farmaco letale il 26 febbraio 2026, alla presenza della moglie e del figlio. Circondato dall’amore della sua famiglia, come desiderava. Il farmaco letale e la strumentazione per la sua autosomministrazione sono stati forniti dall’Azienda sanitaria competente, che si è anche occupata del posizionamento dell’accesso venoso. Silvano è stato assistito dal Dott. Mario Riccio che ha vigilato sulla correttezza della procedura.

* Collegio legale di studio e difesa di Silvano coordinato dall’Avv. Filomena Gallo e composto dagli avvocati Angioletto Calandrini, Francesca Re e Alessia Cicatelli.

Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2026