Bio:

Wilhelmine Schett (chiamata Mina Welby) è nata a San Candido (Bz) il 31 maggio 1937. Diplomata al liceo classico e abilitata all’insegnamento, ha insegnato per qualche anno a Merano nelle scuole medie.

Trasferitasi a Roma, ha sposato Piergiorgio Welby, affetto da distrofia muscolare. Ha insegnato in scuole private la lingua tedesca. Dal 2003 è iscritta a Radicali Italiani e all’Associazione Luca Coscioni, di cui è Co-Presidente dal 2011.

Dopo la morte del marito Piergiorgio ha proseguito il suo impegno e continua a testimoniare nei dibattiti pubblici l’importanza di temi come l’autodeterminazione della persona, le scelte di vita e fine vita, nonché la rilevanza di un’assistenza adeguata alla persona malata e la vita indipendente della persona disabile.

Nel 2017, insieme a Marco Cappato, mette in atto una disobbedienza civile, accompagnando Davide Trentini, affetto da sclerosi multipla, in Svizzera, dove questi ottiene il suicidio assistito.

A seguito di una autodenuncia, Marco Cappato e Mina Welby finiscono a processo dinanzi alla Corte d’assise di Massa con l’accusa di istigazione e aiuto al suicidio, puniti dall’articolo 580 del Codice penale con una pena che va dai 5 ai 12 anni.

Il 27 luglio 2020, la Corte d’Assise di Massa assolve i due imputati perché il fatto non sussiste per la parte relativa all’istigazione al suicidio e perché il fatto non costituisce reato ai sensi della sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale per la parte dell’aiuto fornito a Trentini.

Dopo la pronuncia dei giudici, Mina Welby ha affermato di voler continuare la disobbedienza civile fino a quando il Parlamento non approverà una legge che tuteli e disciplini il fine vita in Italia.

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