Doppia donazione sía di ovociti sia di seme. E il divieto di scelta delle caratteristiche fisiche del donatore perché non avvengano “illegittime selezioni eugenetiche”. Insomma, si potrà ricorrere a un donatore e a una donatrice per formare un embrione da impiantare nel corpo della futura mamma. Ma non sarà consentito sfogliare un catalogo con le foto dei donatori, per impedire che si stabilisca a tavolino, per esempio, il colore degli occhi del nascituro.
Sono alcune delle novità fondamentali delle nuove linee guida per la procreazione medicalmente assistita, appena firmate dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Linee guida valide in tutte le Regioni, diventate necessarie dopo che ben due sentenze della Corte Costituzionale nel 2009 e nel 2014 avevano modificato la legge 40, eliminando il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in utero mediante un unico impianto e il divieto di fecondazione eterologa.
Proprio sulla fecondazione eterologa si era creato un lungo dibattito: la possibilità che le coppie potessero “attingere” a un donatore estraneo per coronare il proprio desiderio di un figlio non era stata contemplata dalla prima stesura della legge. Le sentenza della Corte hanno man mano smantellato la legge 40, ma poi di fatto l`Italia era rimasta senza norme che permettessero l`avvio dell`eterologa. Un vuoto di regole. Tanto che all`indomani del verdetto del 2014 i centri erano rimasti spiazzati dalla corsa delle coppie desiderose di mettersi in lista per l`eterologa.
Ma c`è un`altra importante novità nelle nuove linee varate dalla Lorenzin: potranno accedere alla provetta anche le coppie sierodiscordanti, cioè quelle in cui uno dei due partner è portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da Hiv, epatite B e epatite C. La novità consiste nell`allargamento anche alla futura mamma, mentre prima l`accesso alla provetta era consentito solo se a essere malato era il papà.
«Dopo l`istituzione del Registro nazionale dei donatori, questo è il secondo importante passo per l`aggiornamento dell`intero quadro normativo che regola la procreazione assistita in Italia», ha spiegato il ministro, che è anche neo mamma dei gemellini Lavinia e Francesco, nati il 7 giugno.
«Con queste linee guida», ammonisce invece Filomena Gallo, segretaria dell`Associazione Luca Coscioni per i diritti civili, «cambia poco. Ci sono ancora carenze: l`assenza di una campagna informativa per la donazione dei gameti, per dirne una. Inoltre, la Corte ha cancellato il divieto di accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche, eppure dal ministero continuano a sostenere che occorra l`intervento del legislatore per modificare i requisiti di accesso».
