Addio a Luisa, la pioniera del testamento biologico

Corriere del Veneto
D. Tam.

Ha combattuto  fino all’ultimo, come sempre.  Ha lottato contro la malattia  con forza e coraggio, senza  perdere mai di vista le sue battaglie  di sempre a favore della  libertà dell’individuo e i diritti  civili. La leonessa di Gaggio,  Luisa Codato, è morta a 75 anni,  all’ospedale all’Angelo,  sconfitta nella partita più dura.  Vicesindaco e poi consigliere  comunale a Marcon tra gli anni  Ottanta e Novanta, dal 1978 era  stata responsabile del circolo  Udi (Unione donne Italiane),  associazione con la quale aveva  portato avanti tante battaglie  per i diritti delle donne. «Era  malata da tempo – commenta il  sindaco di Marcon, Andrea  Follini – ma non aveva mai perso  la sua tenacia nell’affrontare,  anche pubblicamente, temi  importanti nella sfera dei diritti  e delle libertà individuali».  Come il testamento biologico,  una delle questioni che Luisa  aveva più a cuore. Due anni  fa aveva fatto molto discutere  una sua intervista: «Eutanasia,  lasciatemi libera di scegliere»,  aveva detto. E ieri qualche amico  sulla sua pagina facebook ha  scritto: «Te ne sei andata come  forse non avresti voluto». «Una  donna straordinaria – la descrive  Fiorenzo Davanzo, suo  sindaco quando faceva parte  della giunta di Marcon – dotata  di grande intuito politico e  grandi capacità. Insieme abbiamo  collaborato per molti  anni, le cose migliori che siamo  riusciti a fare a Marcon  l’abbiamo fatte grazie alla sua  iniziativa». Anche gli avversari  politici, anche chi con lei si era  scontrato tante volte tra i banchi  del Consiglio comunale, la  ricordano con rispetto e affetto.  «Siamo sempre stati amici,  tra l’altro vicini di casa fin da  giovani – commenta il senatore Ncd Mario Dalla Tor – certo su  molti temi avevamo posizioni  diverse, ma questo non ha mai  inciso sul nostro rapporto. Anche  gli ultimi mesi ci siamo  sempre sentiti. E’ stata una  grande combattente e spesso  in molte battaglie ho lottato al  suo fianco».  Luisa da tempo era iscritta  all’Associazione Luca Coscioni,  associazione che promuove e  sostiene campagne per la libertà  di cura e di ricerca scientifica.  «Si deve principalmente al  suo impegno costante e tenace  se il Comune di Marcon, dove  abitava, è stato uno dei primi  comuni della provincia a istituire  il testamento biologico –  spiega Franco Fois, coordinatore  regionale dell’associazione  – ed è suo il primo testamento  biologico presentato a  Marcon. La ricordiamo in molti  ai tavoli per raccogliere firme  sulle iniziative dell’associazione,  compresa l’ultima per la legalizzazione dell’eutanasia nel  nostro paese». Amica di Mina  Welby è stata instancabile promotrice  di eventi per spiegare a  far conoscere le tematiche del  fine vita e reclamare il diritto  alla libertà di scelta. «La ricorderemo  a lungo con affetto e  gratitudine – aggiunge l’ex assessore  di Venezia Gianfranco  Bettin, suo compagno di partito  all’epoca in cui militava tra  le file dei Verdi – Le sue ceneri,  secondo la sua volontà, verranno  sparse nel bosco di Dese.  Aveva portato anche nei Verdi  uno spirito costruttivo e critico,  un’energia e una passione  politica rare. Passione ed energia  che, come le sue idee vitali,  non si erano perse neanche in  seguito, lungo le strade nuove  che aveva percorso, nelle battaglie  civili che aveva continuato  fino all’ultimo, nonostante  la malattia».