Testamento biologico, la convenzione finalmente c’è. Ieri tra Comune di Venezia e Consiglio Notarile di Venezia,è stata firmata la convenzione che attiva il “Registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento”. I residenti e domiciliati nel Comune di Venezia ora possono esprimere la propria volontà sui trattamenti sanitari che vogliono o non vogliono accettare nel momento in cui non saranno più in grado di intendere e volere. Entro questo mese, una volta al mese, spiegano dal Comune, un notaio sarà presente, a titolo gratuito, nella sede Urp di Mestre, in via Cardinal Massaia, e all’Urp di Venezia a Ca’ Farsetti, per facilitare al massimo l’accesso alla registrazione da parte dei cittadini, che sono chiamati unicamente a versare 16 euro, corrispondenti al costo della marca da bollo. Possibilità concessa dalla convenzione siglata ieri in Comune tra il vice direttore generale del Comune, Luigi Bassetto, e il presidente del Consiglio Notarile di Venezia, Carlo Borghieri. «Pur in assenza di una legge nazionale», spiega Bassetto, «il Comune di Venezia ha deciso di attivarsi per assicurare il diritto di scelta ai propri cittadini, su una questione tanto rilevante che attiene alla sfera dei diritti inviolabili dell’uomo». Da anni i cittadini che hanno firmato la petizione per il testamento biologico attendevano questo momento. Borghieri parla di una iniziativa a sfondo sociale a cui hanno aderito Consiglio e Collegio notarile. «Anche in mancanza di norme specifiche, l’espressione sul trattamento sanitario in caso di impedimento, è una garanzia per i cittadini, per il Comune e per la stessa collettività, e in una proiezione futura, anche per i medici, nel caso insorgessero problemi che possono generarsi nel fine vita di una persona». Il calendario delle apertura degli uffici per la registrazione delle Dat sarà comunicato a breve. «Sono molto soddisfatto», dice Sebastiano Bonzio, consigliere della Federazione della Sinistra e primo firmatario della delibera, «perché, comletato quest’ultimo ed essenziale passaggio, lo strumento delle Dat potrà esser finalmente messo a disposizione di chi si sentirà di farlo. Dal canto mio sono estremamente contento perché dopo tanto lavoro siamo riusciti a portare a termine un’enorme vittoria nei diritti civili della nostra comunità e a dare alla città quello che, tengo a precisare, è un servizio aggiuntivo erogato direttamente dal Comune». Da mesi Franco Fois dei Radicali e dell’associazione Coscioni ha pressato il Consiglio per arrivare fino alla decisione di ieri.
Decolla il testamento biologico
La Nuova Venezia
Mitia Chiarin
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