Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni
Il 19 febbraio di quest’anno saranno trascorsi esattamente 10 anni dall’ approvazione della legge 40 che norma la procreazione medicalmente assistita. E’ tempo, dunque, di bilanci e di confronti: la norma, infatti, è finita sotto processo ben 28 volte: il suo testo è stato persino modificato dalla Corte Costituzionale nel 2009, mentre i vari interventi dei tribunali nazionali e non, come la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ne hanno ridefinito la corretta interpretazione. In particolare è stato cancellato il divieto di produzione di più di tre embrioni e l’obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti. Il prossimo 8 aprile, inoltre, la Corte Costituzionale è chiamata a valutare il divieto di tecniche eterologhe, la revoca del consenso e l’utilizzo degli embrioni non idonei per una gravidanza per la ricerca scientifica. In Corte EDU pende analogo ricorso per gli embrioni alla ricerca. La legge 40 del 2004 è quasi del tutto cambiata. I Radicali, con Luca Coscioni, tentarono di cancellarla con un referendum abrogativo totale, impedito dalla Corte costituzionale, e partecipando alla campagna sui quattro quesiti abrogativi parziali. La Conferenza Episcopale Italiana e le forze politiche clericali sabotarono i referendum, sia attraverso la disinformazione (facilitata dalla complessità dei quesiti parziali) che attraverso una campagna astensionistica illegalmente condotta persino nei luoghi di culto. Oggi che cosa resta di questa legge? Altri divieti da cancellare e bambini mai nati a causa di proibizionismi anti-scientifici e ideologici.
Filomena Gallo e Marco Cappato,rispettivamente Segretario e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, hanno dichiarato: “ La legge 40 in questi dieci anni ha provocato solo lesioni di diritto alle tante coppie che desiderano avere un figlio. Qualcuno sostiene che è una norma che assicura uguaglianza e che ha dato ottimi risultati. Niente di più sbagliato. Lo dimostrano le tante coppie che si rivolgono all’ Associazione Luca Coscioni che sono escluse dall’ accesso alle tecniche di fecondazione e non ne capiscono l’assurdità delle motivazioni. Lo dimostrano le tante sentenze che ne hanno modificato testo ed interpretazione. L’8 aprile la Consulta ha di nuovo la possibilità di fare quello che in dieci anni non è stato possibile fare attraverso la politica, cioè riscrivere una legge che non discrimini nessuno e che assicuri a tutti la possibilità di avere un bambino. Ed è proprio su questo punto che lanciamo un appello a Matteo Renzi affinché la nuova compagine governativa sia adeguata ad affrontare anche il grave ritardo accumulato dal nostro Paese in tema di diritti civili e libertà individuali. L’Italia, infatti, è stata condannata a Strasburgo anche per la legge 40 contro la fecondazione assistita, ed è fanalino di coda in Europa per quanto riguarda i temi che entrano direttamente nella vita di noi tutti, il testamento biologico, i diritti delle coppie conviventi etero e omo, la libertà di ricerca, l’assistenza e la cura dei malati. Dunque è tempo che la politica nella propria agenda dia risposte a questioni sociali, per non aumentare il già ampio divario tra cittadini ed istituzioni”.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.