Bimbo di un anno e mezzo tolto ai genitori dal giudice. “Nato con l’utero in affitto”

I problemi iniziano in Italia, quando i genitori si presentano all’anagrafe di Ricengo per trascrivere i documenti ucraini e iscrivere il figlio. L’ufficiale non ricorda di avere mai visto in giro la donna col pancione. La voce arriva in tribunale, e da Crema, dove è stato accorpato a Cremona, rimbalza al tribunale dei minori di Brescia. In Italia il certificato ucraino è illegale. Se ti scoprono, per la legge sei colpevole. Quando il bambino ha un anno e mezzo Brescia stabilisce che papà e mamma hanno falsificato i documenti, e il piccolo viene affidato a una casa famiglia. Ultimo colpo di scena.

Il test del Dna conferma che l’aspirante padre non è in realtà il padre del bambino. “Sembra incredibile – ragiona Cecilia Rizzica – . Tutto ruota intorno a una carenza legislativa del nostro sistema giuridico. Il 14 gennaio, prossima udienza, chiederemo l’assoluzione della coppia. Per quanto riguarda il processo civile, il provvedimento del tribunale di Brescia non è definitivo. Mi auguro che si decida di riunire la famiglia”. 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.