Negli stessi giorni in cui il presidente della Corte Costituzionale prende decisamente posizione a favore di una legge che riconosca almeno i diritti fondamentali delle unioni civili, una dichiarazione di Ivan Scalfarotto – deputato PD dichiaratamente omosessuale che protesta per la difficoltà di ottenere dagli uffici della Camera l’assistenza sanitaria per il suo compagno Federico – ci ricorda che i parlamentari godono da molti anni dei diritti (assistenza sanitaria e pensione, sia pure con alcune limitazioni) di cui in Francia e negli altri paesi europei comparabili con il nostro gode l’universalità dei cittadini.
Nel dicembre del 2006, avendo scoperto casualmente questa realtà, scrissi una lettera aperta agli allora presidenti della Camera e del Senato dicendo che i parlamentari che si opponevano ad una legge valida per tutti i cittadini (erano in discussione, all’epoca, i PACS del governo Prodi) avrebbero dovuto avere la coerenza di rinunciare, con una dichiarazione pubblica, a questo privilegio. Naturalmente, non ebbi alcuna risposta, ma provocai la rivelazione, da parte di un simpatico collega, che anche i giornalisti fruiscono di questi diritti, negati ai cittadini “normali”.
E’ deprimente il fatto che la dichiarazione di Scalfarotto – data con risalto da un grande quotidiano – non abbia suscitato le reazioni che mi sarei aspettato, soprattutto dalle forze politiche, che ad ogni momento condannano i privilegi della “casta” e degli odiati partiti. E’ proprio vero: cane non mangia cane.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.