Sbloccati 655 milioni per la ricerca

Il Sole 24 Ore
Eugenio Bruno

 L’Italia ha una gran fame di ricerca. A confermarlo è la risposta fornita da imprese, enti, università e spin off al bando del Miur su «Smart cities and communities and social innovation» da 655,5 milioni che è arrivato ora al traguardo. Sono stati individuati sia i 40 progetti presentati da giovani under 30 e ammessi al finanziamento da 25 milioni per l’innovazione sociale, sia le 83 idee progettuali per le città intelligenti da valutare per l’attribuzione degli altri 630,5 milioni. In entrambi i casi il perimetro è quello delle «smart communities». E dello sviluppo di modelli tecnologicamente innovativi per affrontare congiuntamente tematiche socio-ambientali che possono migliorare la vita dei cittadini. Identici sono anche i 16 ambiti di intervento: sicurezza del territorio, invecchiamento della società, tecnologiewelfare ed inclusione, domotica, giustizia, scuola, waste management, tecnologie del mare, salute, trasporti e mobilità terrestre, logistica last-mile, smart grids, architettura sostenibile e materiali, cultural heritage, gestione risorse idriche, cloud computing technologies per smart government. La selezione è stata svolta da 35 esperti internazionali scelti dalla banca dati ad hoc della Commissione Ue. E affiancati, su singole tematiche, da valutatori nazionali inseriti nell’apposito albo gestito dal dicastero di viale Trastevere. Ma passiamo agli assegnatari delle risorse. A differenza del bando smart cities da 240 milioni destinato nei mesi scorsi alle 4Regioni convergenza (Calabria, Campania, Sicilia e Puglia) quello in questione ha interessato l’intera penisola E a rispondere è stato soprattutto il centro-nord. Tant’è che dei 4o progetti di «social innovation» selezionati, u sono giunti dal Piemonte, n dalla Lombardia e 5 dalla Toscana. Il settore più gettonato si è rivelato quello delle tecnologie del welfare e dell’inclusione. Con n domande ammesse al fmanziamento per un valore complessivo di 6,7 milioni e i destinatari più vari: da “Braille Lab” per i non vedenti a “Parloma” per la comunicazione tra persone sordocieche, a “Coll@bora” per aiutare genitori e operatori di disabili. Al secondo posto si è posizionata l’architettura sostenibile con 5 progetti scelti per un valore di 3,1 milioni. Tra i quali spiccano “MuteMovida” per ridurre la rumorosità urbana e “Agritetture a.0” per aiutare le fattorie urbane nell’area metropolitana di Napoli. Ancora più composito è il quadro offerto dalle 83 idee progettuali che dovranno dividersi gli altri 630,5 milioni previsti dal bando. Il lavoro di scrematura, che dovrebbe concludersi entro fine aprile, non si annuncia facile. Anche perché il valore complessivo delle proposte è di 1,3 miliardi, cioè più del doppio del “monte-premi” a disposizione. Qui la Regione più attiva è stata il Lazio con 66 iniziative promosse, davanti alla Lombardia (61) e alla Toscana (40). Tra i comparti ha prevalso invece la sicurezza del territorio con 9 idee accettate per un valore di 154 milioni. Subito dietro si sono posizionati l’invecchiamento della popolazione e la salute con lo stesso numero di proposte (9) e un investimento pressoché identico (136milioni contro 135). Il ministro Francesco Profumo evidenzia come dalla risposta al bando emergano tre aspetti: «La vitalità progettuale del sistema Italia, un forte bisogno di innovazione e l’interazione tra la domanda sociale dei cittadini e la risposta in termini di tecnologia». I progetti presentati- sottolinea l’ex presidente del Cnr – «sono tutti a basso capitale di avviamento e alta replicabilità, quindi possono creare una filiera per un nuovo modello di sviluppo del Paese». E qui Profumo fa un parallelo con l’industria dell’auto negli anni ’50 quando partendo dalla meccanica si è arrivati «a un nuovo modello di sviluppo delle autostrade, della logistica, del commercio e perfmo delle relazioni tra le persone». Affidando dunque ai «sensori» e alle loro infinite declinazioni il ruolo che oltre mezzo secolo fa è stato dell’auto.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.