Un caso seguito in questi giorni rappresenta in maniera quasi paradossale cosa può accadere quando, nell’assistenza protesica, la procedura amministrativa prende il posto della valutazione
concreta della persona.
Una persona con disabilità, che utilizza da anni una carrozzina elettronica verticalizzante ormai fortemente usurata, ha chiesto il rinnovo con un presidio adeguato alle proprie necessità e alle autonomie raggiunte. La ASL, invece di partire dalle sue esigenze e dal suo ambiente di vita, ha prospettato un diverso modello nell’ambito della procedura di gara.
La relazione tecnica comparativa ha però evidenziato differenze tutt’altro che marginali: diversa trazione, maggiore raggio di sterzata e maggiore lunghezza complessiva del modello proposto.
Ed è qui che emerge il paradosso: si rischia di fornire a una persona con grave disabilità una carrozzina che, per dimensioni e manovrabilità, presenta criticità tali da non risultare concretamente compatibile neppure con l’ascensore necessario per entrare e uscire dalla propria abitazione. Una carrozzina non può essere scelta soltanto perché disponibile attraverso una gara. Deve essere individuata per quella specifica persona, considerando la sua disabilità, le autonomie raggiunte, la vita sociale e l’ambiente nel quale dovrà utilizzarla ogni giorno. Altrimenti un ausilio nato per abbattere le barriere e garantire autonomia rischia, paradossalmente, di diventare esso stesso una barriera.
Alessandro Bardini nasce a Roma il 21 marzo del 1977. Nel 1998, a causa di un incidente motociclistico, che gli ha causato la lesione del midollo spinale vive su di una sedia a rotelle. Successivamente, al trauma resosi conto di come la disabilità fosse affrontata solamente a parole. Ha deciso di ultimare gli studi, Laureandosi in Giurisprudenza e Diritto Canonico. È iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma, città dove vive e svolge prevalentemente la sua attività professionale. Difensore in molte procedure per la dichiarazione di comportamento discriminatorio delle persone con handicap e per il riconoscimento di protesi ed ausili. Impegnato per i dei diritti delle persone con disabilità e per il loro inserimento sociale in ogni campo. Dal 2018 è entrato a far parte dell’Associazione Luca Coscioni