Il Maryland continua a investire nelle terapie psichedeliche

Maryland

Testo preparato con Peppe Brescia

Un nuovo studio finanziato dallo Stato USA del Maryland sperimenterà per la prima volta la psicoterapia assistita da MDMA in formato di gruppo per veterani con stress post-traumatico, PTSD. 

Nonostante lo stop del 2024, quando la Food and Drug Administration (FDA) decise di non autorizzare l’MDMA come trattamento per il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), il dibattito sui possibili utilizzi medici della molecola non si è esaurito. Negli ultimi mesi si è infatti assistito alla produzione di nuove evidenze scientifiche mediante il coinvolgimento diretto delle istituzioni pubbliche, nonché alla ricerca di modelli terapeutici capaci di rendere questi trattamenti più accessibili.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa annunciata da Sunstone Therapies, centro di ricerca con sede nel Maryland specializzato nelle terapie assistite da sostanze psichedeliche. Il progetto coinvolgerà 52 veterani affetti da PTSD e rappresenta la prima sperimentazione clinica progettata per confrontare direttamente la psicoterapia assistita da MDMA svolta individualmente con quella realizzata in piccoli gruppi. L’obiettivo non è soltanto verificare la sicurezza e l’efficacia del trattamento, ma anche e soprattutto comprendere se il formato collettivo possa contribuire a ridurre costi, tempi e fabbisogno di personale specializzato, senza compromettere la qualità dell’intervento terapeutico.

La sperimentazione sarà sostenuta da una collaborazione tra soggetti pubblici e privati. Il Maryland finanzierà il progetto attraverso il proprio fondo dedicato alle terapie innovative per il PTSD e le lesioni cerebrali traumatiche con un contributo di un milione di dollari, mentre la fondazione Reason for Hope investirà ulteriori 525mila dollari per ampliare il numero dei partecipanti e sviluppare programmi di supporto destinati anche ai familiari dei veterani coinvolti. 

Lo studio prevede il reclutamento di 40 veterani residenti nel Maryland e di altri dodici provenienti dall’area metropolitana di Washington, incluse alcune territorialità della Pennsylvania e della Virginia Occidentale. Ogni partecipante seguirà un percorso composto da tre sessioni preparatorie, formato da una seduta con somministrazione di MDMA e tre incontri di integrazione psicoterapeutica, sotto la supervisione di professionisti specializzati presso la clinica di Rockville. La variabile oggetto di studio riguarda esclusivamente il setting terapeutico: alcuni pazienti svolgeranno il percorso individualmente, altri all’interno di un gruppo. 

La scelta di sperimentare un approccio di gruppo non nasce soltanto da considerazioni organizzative. Negli ultimi anni diversi ricercatori hanno ipotizzato che le caratteristiche farmacologiche dell’MDMA – tra cui la riduzione della risposta di paura, l’aumento della fiducia interpersonale e una maggiore apertura emotiva – possano favorire dinamiche di sostegno reciproco particolarmente efficaci nei contesti collettivi. La possibilità di condividere l’elaborazione del trauma con altre persone che hanno vissuto esperienze simili potrebbe rafforzare il senso di appartenenza, ridurre l’isolamento e facilitare i processi di integrazione successivi alla seduta.

Il progetto di Sunstone non costituisce un’iniziativa isolata. L’iniziativa arriva negli stessi giorni in cui anche il Department of Veterans Affairs (VA) ha comunicato l’avvio del proprio primo studio clinico sull’MDMA destinato a veterani affetti contemporaneamente da PTSD e disturbo da uso di alcol.

La ricerca coinvolgerà circa 80 veterani, a cui verranno assegnati in modo casuale un trattamento con MDMA oppure con un placebo attivo, sempre in associazione a un percorso psicoterapeutico strutturato. L’obiettivo è valutare non soltanto la riduzione dei sintomi del PTSD, ma anche gli effetti sull’abuso di alcol – tra le condizioni che più frequentemente accompagna il trauma psicologico tra gli ex militari. La sperimentazione proseguirà fino al 2030 e rappresenta uno dei più importanti investimenti pubblici nella ricerca sulle terapie psichedeliche realizzati finora negli Stati Uniti sul medio-lungo periodo.

Pur con finalità differenti, entrambe le sperimentazioni cercano di rispondere ad alcune delle domande rimaste aperte dopo la decisione della FDA: come ottimizzare i protocolli terapeutici, quali pazienti possano trarne il maggiore beneficio e in che modo rendere questi trattamenti sostenibili all’interno dei sistemi sanitari.

La vicenda americana offre infine uno spunto di riflessione che va oltre i confini degli Stati Uniti. A livello internazionale, l’approfondimento scientifico sulle terapie psichedeliche continua ad avanzare attraverso studi clinici sempre più numerosi, mentre diversi Paesi stanno iniziando a interrogarsi su come preparare i propri sistemi regolatori e sanitari a un possibile cambiamento. Anche in Europa il numero dei trial è in crescita e il dibattito sulle potenziali applicazioni terapeutiche di molecole come MDMA e psilocibina è ormai entrato stabilmente nell’agenda della ricerca biomedica.

Più che l’annuncio di una nuova sperimentazione, il progetto del Maryland racconta quindi un cambiamento di paradigma. Dopo anni in cui la ricerca sulle sostanze psichedeliche è stata sostenuta soprattutto dall’iniziativa di università e fondazioni private, sono oggi le istituzioni pubbliche a investire risorse, promuovere studi clinici e interrogarsi sulle condizioni necessarie per trasformare questi risultati in future opportunità terapeutiche. 

Per una panoramica sugli studi e sperimentazioni con gli psichedelici, il 26 giugno, l’Associazione Luca Coscioni ha pubblicato un mappamondo a cura di Peppe Brescia e Alessandro De Luca.

Responsabile legale della Lista Referendum e Democrazia dal 2022 e Presidente del Comitato Promotore Referendum Cannabis Legale (2021), per l’Associazione coordina varie attività. Senatore radicale (2008 – 2013) per 20 anni ha rappresentato il Partito Radicale all’ONU. Ha collaborato con studi legali inglesi e fondazioni americane su questioni di diritti umani in Italia. Nel 2018 ha fondato Science for Democracy e nel 2021 è stato Sherpa per il Values 20 Group. Ha pubblicato “Operazione Idigov, Come il Partito Radicale ha sconfitto la Russia di Putin alle Nazioni Unite” e “Farnesina Radicale, memorie scelte di vent’anni in giro per il mondo per il Partito Radicale”, “Sgorga Tumulto, finzione, funzione non fazione politica” e curato  “La Cannabis fa bene alla Politica”, “Terapie Stupefacenti” e “È la dose che fa ‘l veleno” (tutti con Reality Book). Per Fandango Libri, con Filomena Gallo ha curato “Proibisco Ergo Sum” (2018) e con Giulia Perrone “Così San Tutt3” (2021). È laureato in lingua e letteratura nord-americana.