“Se la legge nazionale del Governo fosse stata in vigore, nessuno in Veneto avrebbe ottenuto il via libera”
L’idea del Presidente Stefani di far discutere in Consiglio regionale del Veneto anche una legge nazionale di iniziativa regionale è di per sé legittima, ma non deve diventare un alibi per non discutere la legge regionale di iniziativa popolare “Liberi subito”, perché delle regole regionali sono comunque necessarie per dare concreta risposta ai pazienti nell’ambito delle competenze regionali di gestione della sanità.
Nel merito, se l’obiettivo è quello di dare seguito alle sentenze della Corte costituzionale, allora il Presidente e tutto il Consiglio devono tenere presente che la proposta di legge presentata dal Governo va nella direzione opposta, perché cancellerebbe i diritti esistenti, eliminando il ruolo del Servizio sanitario nazionale e escludendo dall’accesso all’aiuto alla morte volontaria i pazienti che non sono attaccati a delle macchine. Se la legge del Governo fosse stata già in vigore in questi anni, nessuno di coloro che hanno ottenuto il via libera per l’aiuto a morire in Veneto avrebbe ricevuto risposta positiva.
Per questo motivo, proponiamo a Stefani e al Consiglio di onorare anche in questo caso le proposte che arrivano dai cittadini, mettendo in discussione come testo base la legge di iniziativa popolare “Eutanasia legale”, sottoscritta da oltre 70.000 cittadini, che – al contrario di quella del Governo – consolida e rafforza i diritti esistenti stabiliti dalla Corte.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.