Documento conclusivo della riunione del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica tenutasi a Firenze il 18 febbraio 2017 a 11 anni della morte di Luca Coscioni.
Il ritorno dei richiami alla sovranità assoluta degli Stati, gli attacchi alle libertà individuali e la discriminazione per provenienza geografica o appartenenza religiosa, la manipolazione sistematica delle informazioni e del “dato di realtà” che caratterizzano il dibattito politico in Italia, Europa e Stati Uniti d’America, rendono necessario e urgente porre al centro dell’azione politica riformatrice la protezione e promozione dei diritti umani fondamentali e il recupero di valori fondanti delle democrazie liberali.
Ferma restando la necessità di promuovere forme di aggregazione politica capaci di favorire analisi e organizzare risposte liberali, radicali e di riforma a livello trans-nazionale, per quanto riguarda il contesto italiano, l’Associazione Luca Coscioni torna a proporre alcune richieste puntuali e precise al Governo sui temi al centro della sua azione quotidiana:
In merito alla moltiplicazione del fondo sui Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) si propone che la dotazione sia portata dalla cifra attuale di 32 milioni di euro annui (92 milioni su 3 anni) a 460 milioni di euro l’anno. Per garantire il finanziamento il primo anno, si potrebbe attingere ai fondi accantonati presso la Banca d’Italia dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova residui di risorse non spese.
In Italia, solo gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) possono partecipare al bando europeo “E-RARE” sulla ricerca su malattie rare. Le Università e le aziende sono escluse proprio come risulta escluso il MIUR, mentre il tutto viene gestito dal Ministero della Salute. Per affrontare strutturalmente questo problema, sarebbe utile la creazione di responsabilità analoghe a ciò che in altri Paesi si chiama ‘Agenzia nazionale per la ricerca’.
Relativamente alla scienza, all’educazione scientifica e ai finanziamenti alla ricerca, rivolge all’Italia e a tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite un appello che invita a includere la scienza -e quindi la conoscenza che concorre ad accrescere- tra i diritti umani da affermare attraverso il rispetto degli obblighi internazionali derivanti dalla ratifica di patti e trattati internazionali e la condivisione all’ONU delle ricerche a livello internazionale.
Occorre investire nella ricerca scientifica delle cosiddette biotecnologie verdi, anche attraverso la tecnica della correzione del genoma (genome editing). Allo stesso tempo, occorre che l’Unione europea sottragga tale ricerca ai divieti imposti per i cosiddetti Organismi Geneticamente Modificati concentrando la regolamentazione sul prodotto e non sul processo e favorisca un dialogo costante per valutare l’impatto delle nuove tecnologie in campo agroalimentare, coinvolgendo l’opinione pubblica. Oltre alla ricerca, occorre che il Governo consenta la sperimentazione in pieno campo dei prodotti della ricerca scientifica pubblica in modo da non accumulare ritardi incolmabili con i principali Paesi sviluppati.
Sulla falsariga di quanto recentemente adottato da un comitato di esperti internazionali convocato dalla National Academy of Sciences degli USA, occorre che anche l’Italia affronti la necessità di regolamentare il genome editing al fine di favorirne la ricerca e le sue potenziali applicazioni.
Donazione alla ricerca di Blastocisti/Embrioni non idonei per una gravidanza. Gli embrioni/blastocisti non idonei per una gravidanza sono attualmente conservati presso i centri di procreazione medicalmente assistita senza alcuna destinazione poiché la legge 40 del 2004 ne vieta la distruzione e l’uso per la ricerca scientifica. Si auspica che il Governo adotti una decisione urgente che li possa destinare alla ricerca.
Come ribadito nelle relazioni introduttive, il Consiglio ritiene che gli obiettivi dell’associazione continuino ad essere costituenti il Partito radicale. Per questo, ritiene che il tentativo di allontanamento dell’Associazione Luca Coscioni da parte degli organi provvisori del partito radicale vada a detrimento del partito stesso e della propria storia. Il Consiglio impegna dunque gli organi dirigenti a resistere all’estromissione in atto valorizzando i connotati nonviolenti, transnazionali e transpartitici -dunque radicali- della propria azione, e a contrastare la deriva scissionista che la sospensione dello Statuto del partito radicale sta rendendo drammaticamente possibile.
Rivedi i lavori del Consiglio generale:
Comunicato stampa:
Ad 11 anni dalla morte di Luca Coscioni, gli 11 principali successi e sfide della sua Associazione
Messaggi pervenuti:
Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana
Alessandra Nardini, Consigliera Regionale Toscana
Documenti:
Documento conclusivo del Consiglio generale
Fotografie
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L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.