Grazia Zavatta, madre di Simone Parma vuole continuare, in ricordo di suo figlio, la sua battaglia “Firmo quindi sono” e riguarda l’autonomia di firma di disabili motori, ma che mantengono la facoltà di “intendere e di volere”.

Infatti, Simone Parma nell’ottobre 2014 fu dichiarato dal funzionario del Comune di Rimini “incapace di firmare” appunto secondo l’articolo 4, comma 1 del Testo unico n. 445 del 28 dicembre 2000, ai sensi del quale: “la dichiarazione di chi non sa o non può firmare è raccolta dal pubblico ufficiale previo accertamento dell’identità del dichiarante. Il pubblico ufficiale attesta che la dichiarazione è stata a lui resa dall’interessato in presenza di un impedimento a sottoscrivere”, articolo ormai abbondantemente sorpassato, e trattamento umiliante.

Il 12 febbraio 2015 con una conferenza stampa, voluta da Simone stesso, presso la Sala del Buonarrivo del Comune di Rimini, inizia la sua campagna pubblica e politica insieme all’Associazione Luca Coscioni per richiedere alle istituzioni parlamentari e governative una soluzione di firma autonoma per le persone disabili. Introduce Ivan Innocenti alla presenza di Mina Welby, Mario Riccio, l‘Assessore Riminese Irina Imola e il Consigliere del Comune di Rimini Fabio Pazzaglia, il Cosigliere Regionale Raffaella Sensori, il Consigliere Gianluca Tamburrini legge un messaggio di impegno dell’on Sarti.

L’iniziativa trova presto sostegno politico trasversale. L‘Assessore Irina Imola con l‘On. Arlotti depositano una interrogazione parlamentare inerente la firma con impronta del dito per i disabili.

A una interpellanza da parte dell’on Arlotti il sottosegretario al Governo, Angelo Rughetti risponde che, una volta effettuate le necessarie valutazioni, si sarebbe tenuto presente la possibilità di introdurre il sistema dell’impronta digitale quale strumento alternativo di firma per le persone disabili. Infatti, senza voler entrare nelle specificità dei controlli da parte del garante e le insicurezze ancora incombenti. Si considera di attendere altro metodo o ulteriore evoluzione innovativa che dia più sicurezza anche a una firma digitale con impronta del dito.

Purtroppo Simone Parma morì a 37 anni il 4 novembre 2015.

 ⇨  Rivedi la conferenza stampa “Firmo Quindi Sono” ⇦

Il 12 febbraio 2016, pochi mesi dopo la morte di Simone,  una delegazione dell’Associazione Luca Coscioni, composta da Mina Welby (Co-Presidente) e Ivan Innocenti (Consiglio Generale), e della associazione UILDM composta da Grazia Zavatta (mamma di Simone Parma), Luigi Querini (Presidente) e  hanno incontrato in Parlamento l’Onorevole Angelo Rughetti Sottosegretario di Stato per la semplificazione e la pubblica amministrazione.
Questo incontro, un  passaggio fondamentale della iniziativa, ha potuto aver luogo grazie all’interessamento dell’on. Tiziano Arlotti, anch’egli presente.

⇨  Leggi qui un articolo dedicato a “Firmo Quindi Sono” ⇦

Si è ribadita la necessità di garantire la Vita Indipendente alle persone disabili e la necessità di adottare strumenti idonei alla loro autonoma autodeterminazione.
Si è sottolineato come recenti interventi legislativi quale quello del Garante per la protezione dei dati personali tema “Provvedimento generale prescrittivo in tema di biometria – 12 novembre 2014”, e il recente decreto ministeriale del 23 dicembre 2015 in tema di “Modalità tecniche di emissione della Carta d’identità elettronica” siano elementi che prevedano l’utilizzo di parametri biometrici delle persone e che superano pertanto il vincolo della firma grafica permettendo il riconoscimento della propria volontà tramite l’iride o l’impronta digitale anche se rimangono aperte ancora alcune domande.

La persona e la sua volontà sono la fonte e si deve permetterne l’espressione e la raccolta con qualsiasi forma possibile e riconoscibile. Si è indicato come necessità che la firma del disabile non dipenda dalla comprensione e disponibilità del funzionario pubblico, ma che sia preciso diritto riconosciuto a cui attingere.

Una preoccupazione espressa è poi stata quella del recepimento da parte delle amministrazioni della normativa chiedendo di prevedere a carico delle amministrazioni che saranno eventualmente inadempienti di farsi carico delle spese che i disabili saranno costretti a sostenere. Un esempio di questi ritardi nel recepimento della normativa sono i Piani Eliminazione Barriere Architettoniche obbligo da 1986 e disattese dalla pressoché totalità degli enti pubblici tra cui anche il comune di Rimini.

Il sottosegretario Rughetti ha condiviso le nostre osservazioni e l’opportunità dell’incontro raccogliendo la nostra disponibilità a partecipare alle definizione di nuovi strumenti legislativi. Ha indicato alcune iniziative governative già in corso in cui il nostro contributo è utile. Ha rilevato la possibilità di soddisfare diversi punti sollevati con procedure che non necessitano di nuove leggi. Per le questioni che richiedono nuove leggi i tempi saranno più lunghi e seguiranno un percorso diverso.

Pertanto la strada da privilegiare è la stesura e attuazione di regolamenti e disposizioni che si basano su normative vigenti. Ha dato corso poi quanto detto introducendo il suo collaboratore Elio Gullo, responsabile trasparenza e semplificazione che si occupa dei temi dalla Identità elettronica e che ci ha anticipato alcuni percorsi possibili da discutere sul tavolo di lavoro che andremo a predisporre insieme a lui che ha avuto luogo il 26 febbraio 2016.

⇨  Leggi anche un estratto della Relazione di Ivan Innocenti  ⇦

 

Con una campagna dedicata, l’Associazione Luca Coscioni vuole denunciare che le soluzioni prospettate dalla vigente normativa sul diritto di firma sono ancorate al “pre-digitale”, vale a dire alla “fisicità” della firma.

La problematica della firma delle persone con disabilità riguarda non le difficoltà nel processo formativo delle volontà delle stesse – la cui soluzione comporta la nomina da parte di un Giudice di un soggetto terzo (Assistente di Sostegno) che coadiuvi, secondo precisi parametri di legge, il disabile nella formazione della propria volontà – ma la mera impossibilità delle persone con disabilità di certificare la propria volontà, che prima dell’avvento nel 1990 del digitale, si sostanziava esclusivamente nell’apposizione su un documento cartaceo della propria firma autografa.

➡  Chi è impossibilitato a firmare come può compiere le più elementari operazioni che richiedono l’apposizione di una sigla come un versamento in banca, la compilazione di un modello per la richiesta di un servizio, un contratto?

Queste persone possono essere persone nella piena capacità di intendere e di volere, ma che per qualsiasi ragione hanno difficoltà o l’impossibilità a firmare: non vedenti, disabili motori, persone che non hanno possibilità di utilizzare le mani per scrivere; cerchiamo di capire come possono esprimere una volontà attraverso un atto.

In questi casi vien in soccorso la Legge 18 del 1975, che per  persone non vedenti stabilisce che possono essere assistite da una persona di fiducia. Inoltre nel caso firmino con un segno di croce o non possano firmare affatto, la volontà del richiedente può essere autenticata da due testimoni che attestino con le loro sigle in calce tale impossibilità.

Per il  cittadino che non sa firmare la dichiarazione sostitutiva di certificazione o di atto di notorietà (è, per esempio, il caso dell’analfabeta) o non può fisicamente firmare queste dichiarazioni (perché, per esempio, ha le mani  paralizzate), può rendere queste dichiarazioni davanti ad un pubblico ufficiale che si accerta dell’identità del dichiarante ed attesta che le dichiarazioni sono state a lui rese dall’interessato, in presenza di un impedimento a firmare

Per operazioni con soggetti privati basta una breve dichiarazione firmata dall’assistente, negli uffici pubblici invece è l’impiegato che accerta l’identità ed esegue l’operazione come da DPR 445 del 28/12/2000. Quindi indipendentemente dalle regole, nella pratica capita spesso di doversi procurare 2 testimoni su richiesta dell’impiegato.

➡  Cosa proponiamo come Associazione Luca Coscioni

Chiediamo al Parlamento e al Governo che sia emanato  un atto urgente in esecuzione della vigente normativa, sulla firma digitale e/o elettronica che preveda, per le persone con disabilità, capaci di intendere e di volere che è impossibilitato a firmare in modo autografo, la possibilità di certificare legalmente  la loro volontà di firma –  tramite strumentazione elettronica – sia per dichiarazioni che per richiedere atti e certificazioni

➡  Nel frattempo…

Nel frattempo, sul Diritto di firma:

  • abbiamo tenuto un tavolo di lavoro con AgID:  CLICCA QUI per leggere il resoconto!
  • abbiamo proseguito la campagna “Firmo quindi Sono” di Simone Parma
  • è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.18 la Circolare n. 3 del 7 luglio 2017 di AgID, contenente“Le raccomandazioni e precisazioni sull’accessibilià digitale dei servizi pubblici erogati a  sportello dalla pubblica amministrazione, in  sintonia con i requisiti dei servizi interni