Avvocato e segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica, impegnata nella preparazione dell’imminente congresso nazionale di fine settembre a Milano, Filomena Gallo è una donna che sta incidendo sul futuro di tutti noi, difendendo il diritto a diventare genitore, smontando pezzo per pezzo le storture della legge 40 sulla fecondazione assistita e assistendo i malati ad accedere alle cure in modo equo. Si occupa di temi delicati e da noi ancora tabù, come la scelta del ‘fine vita’.
”Lavoriamo perchè il bavaglio alla scienza, così forte nel nostro Paese, cada. Lavoriamo – aggiunge – affinché si possa usufruire dei benefici che la ricerca scientifica offre, anche nel fare scelte di vita quotidiana. Prossima tappa un’udienza della Corte, attesa con il nuovo anno, che dovrà stabilire se sia lecito che ai nostri ricercatori sia vietato utilizzare embrioni italiani a fini di ricerca scientifica, così come tristemente stabilito dall’articolo 13 della Legge 40. Nel frattempo i nostri ricercatori sono costretti a chiedere linee staminali embrionali all’estero per poter fare ricerca. Un paradosso”.
“Per me la professione significa impegnarmi nell’affermare il principio di uguaglianza e il diritto alla salute” – prosegue Filomena Gallo – “Ho scelto questo campo perché mi sono resa presto conto che nel nostro Paese c’è un grosso deficit nel rispetto dei diritti e che più questi sono personali e fanno parte della sfera privata, e più è difficile affermarli. Anche io affronto gli stessi problemi della mancanza di rispetto dei diritti tutti i giorni, ho vissuto molte difficoltà in prima persona e conosco la vita reale. Perciò non mi arrendo, ma non lo faccio da sola, gli italiani sono sempre più attivi su questo fronte e molto più avanti della nostra classe politica. Ci sono malati che ogni anno devono andare a contrattare un fondo per la non autosufficienza e minacciare perfino di staccarsi un respiratore per ottenere qualcosa. Questa è la fotografia del nostro paese, dove vengono negati i diritti di chi vuole pensare ad un domani, se si vuole un figlio, se si ha bisogno di cure e perfino di scelte sul fine vita. Secondo l’ultima indagine Eurispes del 2015 il 78% degli italiani approva il testamento biologico e il 64% l’eutanasia e ci sono circa 80.000 firme di cittadini, depositate in Parlamento, che chiedono di discutere e legiferare sull’argomento”.
Nella sede dell’Associazione di piazza Argentina a Roma lavorano una decina di persone ma i soci sono 1.300. Spiega l’Avvocato Gallo: “Sono malati oppure no, ricercatori e persone che credono in noi. Viviamo di quote delle iscrizioni, di donazioni e del 5 per mille. Riceviamo moltissime telefonate che ci commuovono e ci danno la forza di proseguire. Sparse per la penisola ci sono poi le ‘cellule Coscioni’, gruppi di iscritti che portano avanti le nostre campagne e attività. Siamo un gruppo che crede profondamente in quello che fa, il nostro motto ‘dal cuore del malato al cuore della politica’ non è uno solo slogan”.
“Il nostro lavoro qui in associazione è bello, perché ci sentiamo parte di un processo di cambiamento necessario e che ci deve essere, anche se ci sono ripetuti momenti di sconforto perché perfino quando si ottiene un successo bisogna poi lottare per riuscire ad ottenerlo e che il diritto conquistato non resti solo sulla carta” – precisa Gallo – “Io non sono una paladina delle persone maltrattate, fornisco loro le armi legali per rivendicare i loro diritti con l’Associazione Coscioni. Il nostro in realtà è il Paese della solidarietà, ci viene riconosciuto in tutto il mondo ma nell’affermare i nostri diritti dobbiamo rivolgerci ai tribunali mentre dovrebbero essere garantiti dalle leggi”.
L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.