“L’Europa difenda la Corte penale internazionale da Trump”
Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato
“Il Nobel per la Pace a Navi Pillay, con cui abbiamo collaborato anche recentemente, rafforza la necessità di difendere i diritti umani, il diritto internazionale e le giurisdizioni penali dagli attacchi dei governi, democratici e autoritari. È un riconoscimento che può rappresentare un punto di rilancio per tutte le attività a tutela della Corte penale internazionale.
A gennaio avevamo candidato ufficialmente la Corte penale internazionale al Nobel per la Pace. Il riconoscimento a Navi Pillay va nella stessa direzione: sostenere chi lavora per affermare il diritto internazionale e impedire che i crimini più gravi restino impuniti.
Di fronte alle sanzioni imposte dall’amministrazione Trump alla Corte, non sono più accettabili scuse o alibi: l’Europa deve intervenire per proteggerne l’indipendenza e consentirle di svolgere il proprio mandato.
Lo Statuto che ha istituito la Corte porta il nome di Roma: qui, nel 1998, gli Stati lo hanno adottato. Chiediamo al Governo italiano di condannare esplicitamente le sanzioni statunitensi contro l’intera Corte penale internazionale e alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di attivare subito lo Statuto di blocco, per proteggere persone e aziende europee dagli effetti delle sanzioni.
Difendere la Corte significa difendere il diritto sovrano dell’Italia, insieme agli altri 124 Stati aderenti, di far giudicare i crimini più gravi, chiunque li commetta. Significa anche garantire che il diritto internazionale non sia subordinato agli interessi o alle pressioni dei singoli governi.
Chiediamo inoltre che l’Italia porti a termine l’adeguamento dei propri codici agli obblighi internazionali derivanti dallo Statuto di Roma e preveda un riconoscimento effettivo della giurisdizione universale”.
L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.