Chi è “Fabrizio”
“Fabrizio” (nome di fantasia scelto a tutela della privacy), ligure 79enne, è affetto dalla malattia del motoneurone, una patologia neurodegenerativa progressiva, diagnosticata nel 2021 nonostante i primi sintomi risalgano al 2016.
La malattia ha avuto un progresso molto veloce e, dopo un iniziale disturbo della parola, oggi “Fabrizio” non riesce più a parlare e deve usare il puntatore oculare per esprimersi. Ha anche grandi difficoltà motorie ed è soggetto a cadute che provocano fratture gravi e gli rendono impossibile muoversi in modo autonomo.
“Fabrizio” dipende in ogni sua attività dai suoi caregivers, in assenza dei quali non potrebbe andare in bagno, prendere le medicine, nutrirsi e compiere qualsiasi movimento o attività. E non sente più la sua vita come sua.
La richiesta alla ASL
Per questo motivo, nel febbraio 2025 ha fatto richiesta alla sua azienda sanitaria, di verifica della sussistenza dei requisiti di cui alla sentenza n. 242/2019 per accedere al suicidio medicalmente assistito.
La ASL effettuate le visite domiciliari e acquisito il parere del comitato etico territorialmente competente, nel maggio 2025 trasmetteva a “Fabrizio” la sua relazione finale, con esito negativo.
Infatti secondo la commissione medica multidisciplinare, nonostante la totale dipendenza dai suoi caregivers, “Fabrizio” non sarebbe mantenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale.
Il diniego della ASL e l’opposizione di “Fabrizio”
Il diniego della ASL è in palese contrasto con le recenti sentenze n. 135/2024 e 66/2025 della Corte costituzionale, secondo cui sono trattamenti di sostegno vitale anche quelle procedure normalmente compiute da personale sanitario ma che possono essere apprese anche da familiari o caregiver e la cui interruzione può determinare la morte del paziente in breve tempo.
Per questi motivi, il collegio legale di “Fabrizio”, coordinato dall’Avvocata Filomena Gallo (e composto anche dagli avvocati Angioletto Calandrini, Francesca Re e Filomena Gallo), si è opposto al diniego opposto dalla ASL e ha chiesto una rivalutazione urgente delle sue condizioni.
La ASL ha effettuato le nuove visite a luglio ma a oggi non ha ancora trasmesso la nuova relazione finale.
“Fabrizio” a oggi attende ancora una risposta, ma la malattia prosegue il suo decorso tra dolori insopportabili e “Fabrizio” non vuole più attendere.
Ha quindi deciso di andare in Svizzera per porre fine alle sue sofferenze. Lontano dal suo Paese, dalla sua casa e dai suoi cari e tutto a causa del mancato rispetto, da parte della ASL, delle sentenze della Corte costituzionale.
La Svizzera
“Fabrizio”, a causa delle sofferenze ormai intollerabili, non volendo e non potendo più aspettare la risposta della sua ASL, si è quindi recato in Svizzera dove ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito il 22 settembre 2025.
Lo hanno accompagnato Roberta Pelletta e Cinzia Fornero, iscritte a Soccorso Civile, l’Associazione fondata da Marco Cappato proprio per offrire assistenza a chi vuole accedere alla morte medicalmente assistita, e che con questa disobbedienza civile ora rischiano fino a 12 anni di carcere.
*Collegio legale di studio e difesa del signor “Fabrizio” coordinato dall’avvocata Filomena Gallo e composto dagli avvocati Angioletto Calandrini, Francesca Re e Alessia Cicatelli