Vademecum per il Superbonus del 110% sulle Barriere architettoniche

Superbonus 110% barriere architettoniche

Dieci domande e risposte sul Superbonus del 110% sulle Barriere Architettoniche

Realizzato in collaborazione con Confedilizia


Quali superbonus ci sono?

Il superbonus al 110% sulle barriere architettoniche riguarda due grandi categorie di lavori: quelli di efficientamento energetico e quelli di riduzione del rischio sismico.

I soggetti ammessi al superbonus

Il superbonus, in linea di massima, spetta ai condominii residenziali, all’unico proprietario di un piccolo edificio (non superiore a 4 unità immobiliari), alle persone fisiche su edifici unifamiliari o su unità (site in edifici plurifamiliari) con ingresso autonomo e funzionalmente indipendenti, nonché a enti quali Onlus e simili.

Non spetta, invece, ad enti commerciali di altro genere ovvero a società e alle persone fisiche operanti nell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, al di fuori degli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali residenziali.

Il superecobonus, infine, spetta per un massimo di 2 unità immobiliari (salvo i lavori effettuati su parti comuni).

Differenza tra i lavori trainanti e quelli trainati nell’ambito degli interventi di efficientamento energetico

I lavori trainanti – che danno di per sé diritto al superbonus del 110% sulle barriere architettoniche – sono:

a) interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno (gli interventi per la coibentazione del tetto rientrano nella disciplina agevolativa, senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente);

b) interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria più performanti nonché, esclusivamente per alcuni Comuni montani, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente;

c) interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti più performanti nonché, esclusivamente per alcuni Comuni montani, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente.

I lavori trainati – che danno diritto al 110% in quanto vengano eseguiti congiuntamente a un lavoro trainante – sono:

  1. Installazione di impianti solari fotovoltaici (e sistemi di accumulo) connessi alla rete elettrica su edifici;
  2. Installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici;
  3. Tutti gli altri interventi di efficienza energetica di cui all’art. 14, d.l. n. 63/2013 (per esempio, la sostituzione degli infissi);
  4. Interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche ex art. 16-bis comma 1 lett. e) del TUIR, anche ove effettuati in favore di persone di età superiore a 65 anni (novità introdotta dalla legge di bilancio 2021).

I lavori trainati, quindi anche gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche, usufruiscono della detrazione potenziata a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti, salve alcune eccezioni:

  • edifici sottoposti ad uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio
  • interventi di efficientamento energetico vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali.

In questi casi, il superbonus si applica ad alcuni interventi trainati (tra i quali, gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche), anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti (è comunque sempre obbligatorio il miglioramento della classe energetica).

Quali sono i lavori di eliminazione delle barriere architettoniche?

Sono ammessi al superbonus, come lavori trainati al seguito di lavori trainanti di efficientamento energetico (ma non di lavori antisismici), i tradizionali interventi già previsti dall’art. 16-bis comma 1 lett. e) del Tuir, in questo caso estesi anche a favore di persone ultrasessantacinquenni, e cioè gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità.

Particolarità

Gli interventi eseguiti devono rispettare i requisiti minimi previsti dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 06/08/2020 e, nel loro complesso, devono assicurare il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio o delle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari le quali siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno, ovvero, se ciò non sia possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

I materiali isolanti utilizzati inoltre devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11/10/2017. La detrazione del 110% non si applica agli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche se associati ad interventi antisismici. In quel caso spetta la ordinaria detrazione Irpef del 50% in 10 anni.

Quali benefici e come si ricevono

Per le spese effettuate dal 01/07/2020 al 30/06/2022 (salvo in determinati casi al 31/12/2022 oppure per gli Iacp al 30/06/2023) si può beneficiare di una detrazione dall’Irpef pari al 110% delle spese stesse, ripartite in 5 quote annuali di pari importo (in 4 quote per le spese relative al 2022). 

L’importo massimo della spesa varia a seconda dell’intervento (e della tipologia di immobile considerato. Per gli interventi relativi all’eliminazione delle barriere architettoniche, ammessi al Superbonus per le spese sopportate dall’01/01/2021, il tetto di spesa è pari a 96.000 euro per unità immobiliare.

In luogo della fruizione della detrazione, è possibile optare per la cessione a terzi (anche a banche e altri intermediari finanziari) o per lo sconto in fattura.

La cessione del credito oppure lo sconto in fattura per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche

L’Agenzia delle entrate, nella sua guida al Superbonus aggiornata al marzo 2021, ha chiarito che, a partire dal 1° gennaio 2021, l’opzione per la cessione del credito o lo sconto in fattura può essere esercitata anche per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche.

Tale interpretazione dell’Agenzia è importante in quanto il legislatore è intervenuto solo sull’articolo 119 del decreto Rilancio, aggiungendo tra i lavori cd. “trainati” quelli per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Il legislatore però non è intervenuto anche sul successivo articolo 121 che elenca le ipotesi in cui è possibile utilizzare la cessione del credito o lo sconto in fattura. Da questo “vuoto”, la necessità del chiarimento dell’Agenzia delle entrate.

Visto di conformità e asseverazione

È necessario avere:

  1. il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione (nel caso di opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito);
  2. l’asseverazione (rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori) da parte di tecnici abilitati sul rispetto dei requisiti previsti dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 06/08/2020 e sulla corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati secondo le indicazioni del decreto del Ministro dello sviluppo economico 06/08/2020.

A chi rivolgersi per progettare ed effettuare interventi

La gestione del Superbonus al 110% sulle barriere architettoniche è in sé complessa e necessita di una serie di competenze professionali trasversali (tecniche, legali, fiscali, urbanistiche).

Il Superbonus non può essere gestito con il “fai da te”, pena il rischio di errori che potrebbero compromettere la fruizione dell’incentivo. Inoltre, potrebbe essere conveniente oppure opportuno sfruttare anche gli altri “bonus edilizi” in atto – nella loro formula potenziata – fino al 31 dicembre di quest’anno.

Proprio per questo il suggerimento è quello di rivolgersi alle Associazioni territoriali di Confedilizia presenti in tutta Italia (info e recapiti sul sito di Confedilizia) per avere un primo consiglio, mentre per avviare la pratica è necessario contattare un tecnico (ingegneri, architetti, geometri ecc.) per la realizzazione dello studio di fattibilità e per la verifica della conformità urbanistico/edilizia. 

Cosa conviene valutare per decidere di optare a favore di una banca (o di altro soggetto) per la cessione del credito

Chiedere più preventivi è sempre opportuno perché solo così si possono fare confronti e scegliere quello più idoneo al proprio caso. Anche perché, ogni caso è a sé e i preventivi vanno costruiti intorno alle esigenze specifiche del richiedente.

Gli aspetti da valutare (e mettere a confronto), oltre al costo di acquisto del credito ceduto, sono: gli interessi richiesti per un eventuale prestito ponte; la necessità o meno di aprire un conto corrente presso l’istituto bancario (ed il relativo costo); le spese per l’istruzione dell’intera pratica; la documentazione richiesta; i tempi di autorizzazione della pratica e quelli di concessione del prestito e dell’erogazione, poi, del prezzo di acquisto del credito ecc.