2019, tre sfide tra scienza e diritti. Per migliorare la qualità della vita (e del pianeta)

L’intelligenza artificiale sarà sempre utilizzata dal potere politico per controllare i cittadini; sarà anche sempre più efficace per le aziende nel piazzare prodotti al consumatore. Ma per il cittadino? Per quale motivo lo smartphone – che è potentissimo nel raccogliere informazioni su di noi e farci accedere a servizi personalizzati – è del tutto inutile se vogliamo far valere i nostri diritti di cittadini? La motivazione sta nel fatto che né lo Stato né le aziende hanno interesse a investire per renderci più forti in relazione a loro. E con l’intelligenza artificiale la posta in gioco sarà sempre più grande e rischiosa.

Il governo cinese nel 2020 attiverà un sistema di punteggio per punire i comportamenti devianti di cittadini appositamente spiati. In tutto il mondo. Le aziende conoscono già anche meglio di noi i nostri stessi gusti. Fondamentale, dunque, che anche il cittadino si possa “potenziare” attraverso l’intelligenza artificiale, potendo accedere in modo semplice e chiaro alle informazioni alle quali avrebbe diritto di accedere, ma che sono seppellite sotto montagne di leggi e burocrazia. Bisogna avviare un grande investimento pubblico per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale civica, per potenziare il diritto del cittadino a conoscere e ad attivarsi per affermare le proprie libertà fondamentali.

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