«Ripartiamo dalle donne»

di Alessandro Braga
Staminali Maria Luisa Boccia (Prc): «Bravo Mussi». La crociata cattolica? «Non porta da nessuna parte». Ma vogliamo rimettere al centro della discussione, una volta per tutte, la donna? ».

Maria Luisa Boccia, senatrice di Rifondazione comunista e femminista storica, ritiene positiva la risoluzione adottata dal Consiglio dei ministri europeo sulla ricerca, fuori luogo gli attacchi cattolici e pone la sua attenzione su un aspetto che, ancora una volta, viene sottovalutato: il molo della donna.

Senatrice, come giudica il voto del Consiglio dei ministri europeo di lunedì scorso sulla ricerca?

E’ il settimo programma nel suo insieme che mi pare sia da valutare molto positivamente. In primo luogo per il superamento, rispetto alla posizione precedente, del blocco che era stato attuato. Su questo aspetto devo riconoscere il molo decisivo del governo italiano, e in particolare del ministro Mussi, che fin dall’inizio si è mosso bene, con il ritiro della firma del nostro esecutivo. Con la sua posizione molto chiara Mussi è riuscito a coinvolgere anche un paese importante come la Germania. In questo modo si è riaperto in Europa uno spazio per la ricerca, per poter intervenire e orientare in un campo così delicato. Io devo poter conoscere come funziona qualcosa per poterla controllare e governare, e con la risoluzione votata credo si sia fatto un passo avanti in questo senso. Senza dimenticare i benefici che deriveranno dalla ricerca per tutti coloro che soffrono di malattie genetiche. Mussi in sede europea ha mantenuto una posizione un po’ meno aperta rispetto alla risoluzione del senato, ma ha ottenuto un primo passo molto importante, da non sottovalutare.

Dopo l’approvazione della risoluzione, In Italia si è aperta una guerra dl religione: da un lato i cattolici, con l’Osservatore romano e la Cei in prima fila, a gridare al «macabro mercimonio della vita», dall’altro i radicali che chiedono più coraggio all’esecutivo.

Credo che una contrapposizione tra due blocchi rigidi, in una sorta di muro contro muro, porti soltanto all’immobilismo. E’ una strategia che non mi convince, perché è poco efficace politicamente, ma soprattutto perché ritengo sia un braccio di ferro sbagliato. I due contendenti, per poter lottare, devono avere in comune almeno un elemento, che è la volontà dello scontro. Come due pugili che lottano tra di loro e condividono il ring. Non c’è da una parte l’etica della vita e dall’altra la ragione della scienza da contrapporre, ma serve una volontà di confronto per trovare una strada.

Un confronto che c’è stato, almeno all’interno dell’Unione, per poter arrivare a un testo, quello approvato in senato, che andasse bene sia a voi sia al cattolici del centrosinistra.

Su questo punto voglio chiarire una cosa: non si è trattato, come qualcuno ha scritto, di una mediazione dell’Ulivo in vista anche del Partito democratico. Rivendico l’importanza del lavoro svolto dalle parlamentari del Prc nella stesura del testo definitivo. Prima c’era una premessa che era tutta incentrata sulla bioetica, e per noi era inaccettabile. E’ stata sostituita con una premessa che pone come cornice alla risoluzione la ricerca, e forse è questo che infastidisce la Chiesa. Poi si è lavorato sul dispositivo. Sul nodo della distruzione degli embrioni non c’è stata solo mediazione, ma abbiamo tenuto in considerazione anche la legge 40 sulla fecondazione assistita.

Una legge che lo scorso anno è stata sottoposta a referendum e che ha visto lei e alcune sue compagne di coalizione su posizioni contrapposte.

A me personalmente quella legge non piace, è ovvio, e mi piacerebbe poterla cambiare. Ma non si può far finta che non ci sia. La ritengo impositiva nei confronti della donna. Nega la libertà di scegliere che fare del mio corpo, una libertà fondamentale. E poi non si pensa mai che la scelta della donna, in alcuni casi, non è mai semplice. Non si pensa mai alla donna in fondo.

Nel testo che avete approvato al senato si parla della «possibilità di fare ricerca su embrioni non impiantabili».

E’ una definizione volutamente aperta e non scientifica Cosa significa non impiantabile? Perché non si pone mai l’accento sui ruolo della madre, della donna, senza la quale non vi è vita, neppure biologica, che possa svilupparsi? L’embrione è o meno impiantabile se è accolto o meno dalla donna. Senza la donna non esiste vitalità.

Prodi ha detto che il governo «tutela la vita fin dal suo concepimento» , difendendo nello stesso tempo le posizioni di Mussi.

Il premier ha difeso l’atto politico del suo governo, poi ha parlato da cattolico. E da uomo.