No all’aborto ma si alle coppie di fatto

civil partnershipDublino. È uno dei paesi più conservatori d’Europa ma ha detto sì alle coppie di fatto, aprendo così la strada anche a quelle omosessuali. La cattolica Irlanda riconosce e ha riconosciuto anche alle unioni gay gli stessi diritti delle eterosessuali, compresi l’obbligo di mantenimento, la protezione dell’abitazione condivisa e la successione patrimoniale. La legge – che si chiama "Civil Partnership Bill 2009" – affronta tutti gli aspetti delle unioni omosessuali,

comprese le adozioni e il cosiddetto "co-parenting", quando i figli di uno dei partner possono essere adottati dall’altro per dare più tutela legale ed economica al minore. Per l’Irlanda si tratta di una svolta storica, vista la sua tradizione conservatrice che ne fa uno degli ultimi bastioni dei cattolicesimo in Europa. Dell’importanza del provvedimento ne è convinto anche il governo del taoiseach (primo ministro in gaelico) Brian Cowen. "Questa legge – ha detto Dermot Ahern, ministro della Giustizia, Pari opportunità e Riforme – assicura protezione legale alle coppie che convivono ed è un importante passo, in particolare per le persone dello stesso sesso, per coloro i quali non vedevano garantite le loro unioni dallo stato. La nostra opinione è che il centro di gravità del paese si sia evoluto. Non più laici contro religiosi. Ora, dopo anni di conflitti a sfondo religioso, gli irlandesi sanno che essere giusti verso ogni persona della comunità è un bene per l’intera comunità nel suo insieme". A leggere tra le parole di Ahern c’è la volontà di fare dell’Irlanda un paese moderno, che si è lasciato alle spalle prima le divisioni religiose e poi quelle etiche e sociali. Le riforme sono una della priorità dell`esecutivo di Cowen, che guida una coalizione dove convivono il suo Fianna Fàil assieme a Verdi, Democratici progressisti e indipendenti del Teachta Dàla.

 L’introduzioné di una legge ad hoc sulle unioni di fatto era uno dei punti del programma del governo, in particolare della sua ala più riformista. Ed è proprio su questa ala riformista che hanno fatto pressione le associazioni omosessuali che adesso esultano. "Questa è una legge storica per i diritti civili, che risolve nell’immediato molti dei problemi delle coppie gay e lesbiche – ha dichiarato Kieran Rose, presidente di Gay and Lesbian Equality Network – E mi congratulo con il ministro e il governo". Dublino rimane un paese profondamente conservatore e nessuno ha mai usato l’espressione "matrimoni omosex". La legge è uno spartiacque per la terra irlandese, dove ci sono ancora argomenti tabù Soltanto nel 1995 è stato legalizzato il divorzio con un referendum che ha spaccato il paese: i "sl" furono il 50,2 per cento, i "no" il 49,8, una manciata di soli 9.163 voti, L’Irlanda è una nazione ancora più conservatrice se si parla di aborto e di diritto alla vita. Non soltanto è vietata l’interruzione volontaria di gravidanza, ma sono illegali i viaggi all`estero per poterla fare per esempio nella vicina Gran Bretagna. L`unica eccezione è se la madre è in pericolo di vita, altrimenti – anche se malato – il bambino ha diritto a nascere.

Soltanto trent’anni fa, era il 1979, è stata legalizzata, tra le polemiche, la vendita dei profilattici. Profilattici che nel febbraio del 2008 sono tornati d’attualità dopo che il governo allora guidato da Bertie Ahern ha deciso di diminuire l’aliquota Iva dal 21 per cento al 13,5 per cento. Anche in questo caso ci sono state le proteste dei conservatori che accusavano l`esecutivo di abbassare troppo il prezzo dei profilattici. L’Irlanda, nonostante le dichiarazioni del ministro della Giustizia, rimane un paese legato alle sue tradizioni: cattolico e isolato (sia geograficamente sia politicamente). Da sempre euroscettica, Dublino ha accettato di tenere un secondo referendum sul Trattato di Lisbona non prima di aver ottenuto in cambio rassicurazioni, che saranno legalmente vincolanti, relativamente a tasse, diritto alla vita (in particolare sul divieto d`aborto) e politica estera.