“Liberi di morire – Una fine dignitosa nel paese dei diritti negati”: la sinossi del libro di Carlo Troilo

 Carlo Troilo “Liberi di morire – Una fine dignitosa nel paese dei diritti negati”. Prefazione di Emma Bonino
Editore Rubbettino, pagine 257, euro 15 – Scheda bio-bibliografica

Il libro

La prima parte del libro riguarda il testamento biologico e l’eutanasia, che ne è il tema centrale. Nel 2004 il fratello dell’autore, Michele, malato terminale di leucemia, si suicidò. Carlo Troilo iniziò allora a collaborare con l’Associazione Luca Coscioni, dove si occupa di scelte di fine vita, di trasparenza nella sanità e di disabilità.
Troilo – dopo aver narrato in un capitolo molto intenso la vicenda del fratello Michele – traccia un quadro molto esuriente dei dibattiti provocati nei maggiori paesi europei da vicende simili a quelle di Welby ed Englaro e delle soluzioni legislative adottate o all’esame delle forze politiche. L’autore illustra poi una serie di ragioni (tra cui la diffusione della eutanasia clandestina, i mille suicidi l’anno di malati terminali, la carenza di cure palliative e la secolarizzazione della società) che a suo avviso renderebbero possibile legalizzare anche in Italia l’eutanasia o il suicidio assistito (Troilo suggerisce di non parlare di eutanasia ma di “morte dignitosa” o di “lasciar morire”, le formule adottate rispettivamente dalla Andalusia e dalla Francia).
Nella seconda parte del libro l’autore inserisce il tema delle scelte di fine vita nel quadro della arretratezza dell’Italia rispetto ai paesi europei comparabili e del rapporto anomalo tra Chiesa e Stato nel nostro paese, costruendo una sorta di “agenda laica” sui molti “diritti negati” agli italiani. I temi trattati sono il divorzio, l’aborto e la contraccezione, le unioni di fatto, la disabilità, l’omofobia, la carenza di cure palliative. Secondo l’autore la “agenda laica” dovrebbe, prima delle prossime elezioni politiche, entrare a far parte dei programmi dei partiti, innanzitutto di quelli del centro sinistra.
L’ultimo capitolo è una “provocazione” sul tema dei malati di Alzheimer (oltre 500 mila, di cui nessuno si occupa). Troilo si chiede se in una futura legge i malati di Alzheimer non dovrebbero essere considerati “aventi diritto” alla “morte dignitosa” al pari dei malati terminali o delle persone in stato vegetativo permanente.

L’autore

Carlo Troilo, giornalista, ha sempre operato nel campo della comunicazione sia aziendale (capo ufficio stampa dell’IRI e direttore delle Relazioni Esterne della RAI) sia politica (capo ufficio stampa dei ministri del Commercio Estero e delle Partecipazioni Statali).
Fin dai tempi della università si è occupato, come militante socialista e simpatizzante radicale, dei diritti civili. Dal 2006 fa parte della Giunta della Associazione Luca Coscioni.
Nel 2005 ha pubbilcato con Rubbettino il libro “La guerra di Troilo. Novembre 1947: l’occupazione della Prefettura di Milano”, in cui ha raccontato le vicende del padre come prefetto della Liberazione di Milano.
Nel 2008 ha pubblicato con Bevivino il libro (“1963-1982: i venti anni che sconvolsero l’IRI”) in cui ha testimoniato il trionfo e la caduta del primo gruppo industriale italiano.